Opzioni Binarie Bitcoin: rischi e opportunità

Il Bitcoin è uno dei fenomeni monetari più strani e affascinanti di tutti i tempi. E’ la moneta elettronica per eccellenza. Racchiude in sé le caratteristiche più pure del concetto stesso di valuta. Per tale motivo, è pericolosa. Non c’è una banca centrale alle spalle, il suo prezzo non può essere influenzato da nessuna politica monetaria. E’ totalmente in balia della legge della domanda e dell’offerta. Dunque, è molto imprevedibile. Alla luce di ciò, si rivela un asset perlomeno interessante da commerciare mediante opzioni binarie. Prima di intraprendere questa avventura, tuttavia, è necessario tenere a mente qualche elemento.

Bitocoin e follia

Il titolo di questo paragrafo contiene una congiunzione ma la “e” potrebbe essere benissimo la voce del verbo essere. Il comportamento del Bitcoin, infatti, è un po’ – molto a detta di alcuni – pazzo. Basti vedere un qualsiasi grafico: la sua volatilità è estrema. Ciò accade perché il Bitcoin è in verità una moneta niente affatto controllabile.

La volatilità, tuttavia, vuol dire anche occasioni di guadagno. E’ sufficiente, si fa per dire, gestire tale volatilità, cavalcare l’onda, prevedere l’andamento dei prezzi. In verità, niente più difficili. Anche perché fare analisi fondamentale sul Bitcoin è davvero azzardato, dal momento che i market maker sono pochi e fumosi. L’analisi tecnica, invece, non perde in efficacia ed è su di essa che è necessario profondere le proprie forze.

Vista la volatilità e la presunta prevedibilità, l’approccio più profittevole sempre essere quello a breve termine. Ha infatti poco senso, in generale e non solo per gli investitori, trattenere i bitcoin dal momento che nel giro di un mese potrebbero valere il 20% in meno. Ovviamente, ciò non vale per le opzioni binarie in quanto chi trada “binariamente” non possiede il sottostante ma rende l’idea dell’evanescenza di questo importante asset.

Broker e Bitcoin

Va specificata una cosa: non tutti i broker consentono di utilizzare i Bitcoin come sottostante. Anche perché è una valuta difficile da trattare e, allo stesso tempo, ostica da promuovere. Il rischio, infatti, è che i trader, intimoriti da una eccessiva imprevedibilità, la giudichino pericolosa e la snobbino sonoramente.

Ad ogni modo, tra i migliori broker a offrire la possibilità di tradare con opzioni binarie derivate dai Bitcoin spiccano 24option e AnyOption. Entrambi sono broker molto famosi, apprezzati per la qualità dell’offerta in generale, all’interno della quale, evidentemente, trova spazio un asset così particolare come la criptovaluta più conosciuta del pianeta.

Banc De Swiss: l’offerta

BD Swiss è uno dei broker più famosi, protagonista di una vera e propria ascesa. La sua fama è comunque meritata, dal momento che l’offerta è completa e in grado di venire incontro alle tante richieste dei trader. E’ anche un broker affidabile in quanto possiede una regolare licenza presso la Cyesc. Un altro pregio è l’attenzione che ripone nei confronti dei trader meno esperti. Mette a disposizione, infatti, svariati contenuti formativi capaci di completare il percorso di studio di chi vuole avventurarsi nel mondo delle opzioni binarie.

L’offerta di Banc De Swiss

Banc de Swiss è disponibile nelle seguenti lingue: inglese, tedesco, italiano, norvegese e svedese.

I clienti di Banc De Swiss possono acquistare opzioni binarie relative a numerosi asset. Tra questi figurano 26 azioni, 14 coppie di valute, 7 tipologie di materie prime, 20 indici.

Le possibilità sono molteplici, anche perché il broker mette a disposizioni le opzioni binarie con scadenza a 60 secondi  e le opzioni binarie con scadenza a 15 minuti. Si segnalano anche quelle con scadenza oraria e giornaliera.

Le percentuali di guadagno sono ottime e si stagliano tra il 68% e il 75%. E’ previsto anche un rimborso nel caso in cui il trade andasse male. Nello specifico, è del 10%.

Un ulteriore punto a favore di BD Swiss è l’assenza di commissioni. Non è previsto alcun esborso economico nemmeno per l’apertura del conto reale.

Il broker propone anche una versione mobile per chi intende tradare anche fuori casa. Questa versione è compatibile con Android 2.0, 3.0, 4.0; iOS da 4.0 a 7.0; OS10. E’ possibile utilizzare la versione mobile sui Samsung Galaxy S2, S3 LTE, S4; sull’iPhone 3, 4, 4S, 5 e su tutti quelli compatibili con 5S e 5C; su LG Optimus P936; su HTC One X, S, XL; su Motorola RAZR, su Sony Xperia, su Blackberry Z10 e Q5.

Purtroppo BD Swiss non propone una versione demo senza deposito, e forse questo è l’unico vero difetto del broker. Ad ogni modo, è accessibile anche ai principianti e a chi dispone di un capitale limitato dal momento che è possibile investire su una singola opzione binarie anche solamente 5 euro.

Banc De Swiss ha conquistato molti clienti e persino gli analisti in virtù di un’offerta davvero competitiva ma anche per un approccio particolarmente onesto. In un mondo nel quale i broker veicolano messaggi pubblicitari ambigui e potenzialmente pericolosi, Banc De Swiss ha scelto la via della trasparenza. Ciò risulta evidente dagli spot come anche dalla qualità dell’assistenza.

Rialzo Tassi Fed a settembre: parola di BNP e Barclays

Il 21 settembre si terrà la conferenza della Fed. Argomento: la politica monetaria. Leggasi, decisione sul rialzo tassi Fed. Gli analisti non hanno certo risparmiato parole e pensieri circa la stretta monetaria che, dopo anni e anni di Quantitative Easing, ha preso una direzione contraria a quella accomodante. L’unico dubbio, ed è un dubbio grosso, riguarda il quando. Logica vorrebbe prima possibile, ma le contingenze suggeriscono prudenza. Anche perché la crescita globale è moderata. E’ vero che l’economia USA traina ma è altrettanto vero che l’Europa arranca. Da questo punto di vista, l’atteggiamento della numero uno della Fed, Janet Yellen, è apparso come estremamente attendista. Ciononostante, sempre essere arrivato il giorno tanto atteso. La Fed rialzerà i tassi, o forse no. A fare luce sulla vicenda, almeno sotto un profilo prettamente analitico e previsione, sono stati due colossi del credito: BNP Paribas e Barclays. 

Rialzo tassi Fed: le previsioni

Secondo le due banche, assisteremo a un rialzo pressoché immediato. Tra i segnali che incoraggiano una tale posizione spicca il dato sull’occupazione, che nonostante i problemi interni ed esterni si è rivelato più che soddisfacente. In particolare, Laura Rosner, economista senior di BNP, ha dichiarato:

“Nonostante una moltitudine di shock negli ultimi nove mesi, che ha rallentato la Fed, le assunzioni hanno continuato ad essere forti. C’è una finestra di opportunità per la Fed per continuare la normalizzazione, e pensiamo che la utilizzerà”.

Il parigrado di Barclays, Rob Martin, cita invece fonti di prima mano. “Abbiamo mantenuto la nostra convinzione per settembre perché pensiamo che è ciò che il FOMC ha ci ha comunicato – questo è quello che pensavano il presidente e il vice presidente quando parlavano a Jackson Hole”.

In gioco c’è anche la credibilità della banca centrale, che ha interrotto il cammino verso il rialzo dei tassi praticamente subito. Hanno inciso le preoccupazioni circa l’Europa e i mercati emergenti, protagonisti di performance economiche certo non esaltanti.

Ad ogni modo, un rialzo dei tassi porterebbe, per quanto scontata possa essere ormai questa decisione, a un rafforzamento del dollaro praticamente su tutti i fronti. Indicazione, questa, che dovrebbe essere sfruttata dai trader delle opzioni binarie che fanno leva sui cambi. Certo, il tenore di questo rafforzamento dipenderà dal ritmo impresso al rialzo. Per adesso siamo estremamente vicino allo zero, uno spostamento di qualche punto baso non intaccherà la struttura dei rapporto tra il biglietto verde e le altre valute.

Mercati in attesa di segnali dalle banche centrali

I mercati da qualche giorno sono entrati in una modalità di stand by, in virtù dell’imminente FOMC di domani, 21 settembre, e della riunione Bank of Japan che, complice il fuso orario, si terrà qualche ora prima. E così, il dollaro statunitense ha aperto la settimana scendendo leggermente dai massimi raggiunti venerdì scorso, dopo la pubblicazione dei dati di inflazione, che sono fortunatamente risultati più positivi delle attese degli analisti. (altro…)

Commodity in aumento, ecco un focus sul prezzo dell’oro

Negli ultimi giorni le materie prime sono mediamente salite di quotazione poiché il dollaro statunitense si è indebolito ulteriormente. A conferire una pressione al nuovo ribasso (pur limitato) della valuta verde ci ha poi pensato la pubblicazione del Beige Book, che suggerisce una minor probabilità di un rialzo dei tassi di rifinanziamento per questo mese (la riunione del FOMC è prevista per il 20-21 settembre): tutto rimane invece aperto per la prossima riunione e per l’ultima occasione dell’anno. (altro…)

Dollaro, dati più deboli delle attese penalizzano la valuta

Nuovi aggiornamenti in vista del FOMC del 21 settembre, che potrebbe (ma a nostro giudizio, è molto difficile) deliberare un incremento dei tassi di interesse di riferimento, dopo l’ultimo aumento risalente a dicembre 2015. Purtroppo, però, i lavori preparatori non sembrano potersi avvantaggiare di ottime basi macroeconomiche, visto e considerato che se si eccettua il Philly Fed (risultato più positivo del previsto), gli altri dati (vendite al dettaglio, indice Empire e produzione industriale) sono stati infatti complessivamente più deboli delle attese. (altro…)

Strategie Opzioni Binarie: Oscillatore RSI + Bande di Bollinger

Il trading binario è spesso accusato di una eccessiva assomiglianza al gioco d’azzardo. La verità è che, a parte per il meccanismo d’investimento, le opzioni binarie sono identiche in tutto e per tutto a qualsiasi altro tipo di trading. In particolare, i trader sono chiamati a studiare il mercato e prevedere l’andamento dei prezzi attraverso la pratica dell’analisi tecnica e l’utilizzo degli indicatori.

Una strategia opzioni binarie molto efficace consiste nell’utilizzo congiunto delle bande di Bollinger e dell’Oscillatore RSI, due indicatori particolarmente potenti.

Oscillatore RSI e bande di Bollinger

Le bande di Bollinger vengono impiegate per individuare i livelli di iper-comprato e iper-venduto. In pratica, se il prezzo di un asset tocca la banda superiore, il prezzo stesso si posiziona nella zona di iper-comprato; viceversa, se viene toccata la banda inferiore, è nella zona dell’iper-venduto. Le bande sono caratterizzate tra tre linee. La prima, quella centrale, riflette il prezzo degli ultimi 15-20 periodi. La linea superiore indica il rapporto tra il prezzo e la media centrale; funge inoltre da livello di resistenza. La linea inferiore, di contro, funge da supporto.

L’oscillatore RSI dà più o meno le stesse informazioni delle bande di Bollinge, con una differenza: la sua media mobile oscilla tra due valori. Il primo valore è posizionato a quota 80 e delinea una situazione di iper-comprato. Il secondo è posizionato a 20 e delinea una condizione di iper-venduto.

L’oscillatore RSI è molto utile anche se utilizzato da solo, ma dà il meglio di sé insieme a un indicatore che fornisce la “profondità”, come appunto le bande di Bollinger.

L’utilizzo congiunto

Per attuare la strategia opzioni binarie che vede l’utilizzo congiunto di questi due indicatori è necessario impostare il grafico con un timefrime a un giorno (d1). L’oscillatore RSI deve tuttavia essere impostato a 5 periodi.

A queste condizioni, il segnale operativo viene rilasciato quando il prezzo chiude al di là di una delle due bande e, contemporaneamente, l’oscillatore RSI si trova in uno dei due estremi 80 e 20.

Nello specifico, è bene acquistare opzioni call se il prezzo chiude sotto la banda inferiore e l’oscillatore si trova sotto la soglia del 20.

E’ bene acquistare opzioni put se il prezzo chiude sopra la banda superiore e l’oscillatore si trova sopra la soglia dell’80.

In breve, si agisce quando sia l’oscillatore RSI che le bande di Bollinger rilasciano lo stesso segnale. Si può affermare, quindi, che un indicatore rafforza le evidenze dell’altro e viceversa. Tale strategia opzioni binarie garantisce un’affidabilità molto alta.

Opzioni binarie oro, l’incertezza “paga”?

A fare una breve cronostoria dell’oro, in fondo, non si impiega troppo tempo. Fino a qualche anno fa, infatti, la scalata delle quotazioni del metallo prezioso sembrava essere inarrestabile. Una cavalcata che aveva condotto le quotazioni dorate al culmine del mese di settembre del 2012, quando il valore all’oncia era stato fissato addirittura poco sopra i 1.770 dollari. All’inizio degli anni Duemila, invece, le quotazioni non raggiungevano nemmeno i 300 dollari. Poi, una lunga risalita, non certo priva di scivoloni, fino a condurre l’oro verso la già ricordata soglia vicino ai 1.800 dollari e, dunque, quasi sei volte il valore originario di circa dieci anni prima. (altro…)

Dati USA in miglioramento, in attesa dei verbali FOMC

In attesa della pubblicazione dei verbali del FOMC della riunione di luglio, in calendario per questa sera, i dati macro economici degli Stati Uniti hanno finalmente e fortunatamente restituito delle indicazioni che sono giudicabili come complessivamente positive e, certamente, migliori delle attese degli analisti. (altro…)

Opzioni bond governativi, rendimenti ancora vicini ai minimi storici

Continua la fase di particolare “depressione” nei rendimenti dei titoli di Stato, con i tassi applicati sui BTP italiani che oramai sono stabilmente vicini ai minimi storici. Un livello che è stato peraltro confermato nel corso della seduta di ieri, grazie agli acquisti effettuati dalla Banca centrale europea e ai volumi contenuti presenti sul mercato secondario. (altro…)