Opzioni Binarie: le valute sono i migliori sottostanti?

Uno dei pregi del trading binario è la versatilità. Nonostante un meccanismo così semplice da rasentare la banalità, la varietà è uno dei tratti distintivi delle opzioni binarie. La varietà riguarda soprattutto i sottostanti. Ovviamente dipende dai broker, e dall’offerta che mette a disposizione dei trader, tuttavia è possibile scegliere tra tanti sottostanti, ciascuno dei quali regolato da dinamiche proprie (ma non mancano le correlazioni e i casi di interdipendenza).

Le implicazioni di questa opportunità sono palesi, ma alcuni trader insistono a investire su determinati sottostanti. Un esempio? Le valute. La loro popolarità è giustificata? Il loro commercio è veramente più proficuo rispetto ad altri asset?

Valute, una questione di informazione

Uno dei motivi per cui le valute sono molto commerciate riguarda la questione informativa. Le informazioni rappresentano la risorsa fondamentale per i trader e gli investitori in generale. E’ grazie alle informazioni che è possibile orientarsi in un mercato ricco di insidie e prendere decisioni con cognizione di causa. Le valute da questo punto di vista figurano tra gli asset maggiormente meritevoli di attenzione. Le valute sono protagoniste in tutti campi, vengono diffuse notizie sul loro conto, analizzate dagli esperti, passate attraverso la lente di ingrandimento tanto dell’economia reale quanto della finanza. Il motivo è semplice: il loro ruolo è importante perché determina molti aspetti dell’ambiente economico, dall’investimento ai salari. Non stupisce, dunque, che rappresentino il centro di un flusso informativo molto abbondante.

I pregi delle valute

Le valute, proprio in virtù di questo “protagonismo” risultano molto leggibili e in quanto tale oggetto privilegiato dell’interesse dei trader. Non si naviga mai a vista con le valute. Eppure i pregi non finiscono certo qui. Le valute sono infatti abbastanza volatili, poiché in grado di muovere una liquidità che non ha pari altrova. Si calcola che, nel solo Forex, vengono scambiati più di 3.000 miliardi di dollari al giorno. E’ una cifra pazzesca, superiore, con le dovute proporzioni, all’ammontare complessivo del debito pubblico italiano.

Un altro pregio delle valute è che possono essere manovrate abbastanza facilmente dai policymaker. Le banche centrali, per esempio (e con le dovute differenze) possono “manipolare” le quotazioni. In genere si agisce sulla massa monetaria e, a monte, sui tassi di interesse, ma le possibilità sono molteplici. Da questo punto di vista, almeno in linea teorica, è sufficiente analizzare l’operato delle banche centrale per produrre previsioni più o meno efficaci sull’andamento delle valute, dunque elementi da utilizzare nei propri trade.

Fed lascia tassi invariati, ecco cosa è successo

La Fed, come ampiamente atteso, ha lasciato i tassi di interesse di riferimento in misura invariata. Il profilo atteso dei tassi mantiene comunque la prospettiva di due rialzi quest’anno, ma è stato rivisto al ribasso il punto di arrivo dei tassi l’anno prossimo da 1,9 per cento a 1,6 per cento e nel 2018 da 3,0 per cento a 2,4 per cento. Inoltre, il numero di membri che si aspetta un solo rialzo quest’anno è salito da 1 a 6. (altro…)

Opzioni Binarie: 5 consigli di natura organizzativa

Le opzioni binarie, pur riservando un margine elevatissimo alle componenti intuito e casualità, richiedono una certa dose di competenze. E’ necessario, anche, adottare alcuni accorgimenti pratici e tecnici la cui utilità è chiara solo con un po’ di esperienza, ma che è bene mettere in campo fin da subito. Anche perché il trading binario, a differenza di quanto certa pubblicità tendere a diffondere, è un luogo pieno di insidie, in cui guadagnare non è affatto facile.

Anzi, espone a dei rischi ancora superiori rispetto al Forex o al mercato azionario. Nelle opzioni binarie, se si fallisce il trade, si perde l’intera posta in palio (percentuale di rimborso esclusa). Il consiglio principe, dunque, è investire con i piedi per terre, senza farsi prendere dall’entusiasmo o anche solo dalle false speranze. Di seguito, consigli più specifici, di natura prettamente organizzativa e pratica.

Un vademecum organizzativo

Operate come minimo di ora in ora. L’intervallo di tempo tra un’operazione e l’altra non dovrebbe mai essere inferiore ai sessanta minuti. Questo perché al di sotto di una certa soglia il mercato diventa praticamente imprevedibile e il caso prende il sopravvento.

Gestite con parsimonia il denaro. Non fatevi abbagliare dagli (eventuali) successi iniziali, non fatevi nemmeno offuscare dalle perdite repentine. L’errore più grande che si può commettere e investire una quantità di denaro maggiore appena dopo una perdita. La regola da seguire, universalmente riconosciuta come quella di buon senso, è non investire mai più del 5% del capitale di investimento.

Studiate il mercato. Se operate in un dato settore, abbiate cura di apprendere le maggiori informazioni su di esso. Può sembrare un consiglio banale, ma sono in molti a considerare le opzioni binarie come una variante “complessa e tecnica” del gioco d’azzardo. Dunque studiate e tenetevi aggiornati.

Dotatevi di strumenti di charting. Il charting offerto dai broker è in genere molto approssimativo. Visto che studiare i grafici è essenziale, e più informazioni ci sono meglio è, affidatevi a un charting esterno, che abbia magari incorporato una funzione per interpretare i segnali.

Copiate. Questo consiglio potrebbe fare storcere il naso, eppure si tratta di una pratica da prendere seriamente in considerazione almeno all’inizio. I principianti non hanno da che imparare dagli altri trader. Gli strumenti per prendere “attivamente” ispirazione sono molti. Alcuni broker, per esempio, propongono il copy trading, ma molto spesso è sufficiente frequentare un forum e interloquire con i partecipanti.

Sterlina, nuove preoccupazioni dal fronte Brexit

Dopo la pubblicazione dell’employment report di venerdì scorso dal mercato americano, anche la sterlina è salita di qualche posizione, ma in misura meno dinamica rispetto a quanto prodotto dall’euro. Ne è conseguito che la valuta britannica è passata da 1,44 a 1,45 GBP/USD e lunedì mattina ha aperto in calo a 1,43 GBP/USD.

Nei confronti della valuta unica europea, invece, la sterlina è scesa da 0,77 a 0,78 EUR/GBP, per poi risalire brevemente a 0,79 EUR/GBP nell’apertura di lunedì mattina. (altro…)

Broker opzioni binarie: gli strumenti tecnici per scegliere

I broker sono veramente così “cattivi” come dicono? Una certa stampa gioca a dipingere i broker come truffatori, assetati del sangue dei poveri principianti. La verità è tutt’altra: i disonesti esistono, ma possono essere isolati facilmente; è sufficiente verificare il possesso di una licenza.

Questa però non dice nulla sulla qualità del servizio, e se quel dato broker sia meglio o peggio degli altri. Va specificato che non esiste un broker buono per tutti i palati. Il miglior broker è quello che si adatta alle esigenze del trader, che possono essere molto variabili. Esistono, però, alcune voci che vanno prese in considerazione nel processo di scelta. Ecco una lista esaustiva. Da tenere presente che tutti i broker della lista possiedono specifica autorizzazione Consob e licenza Cysec.

Broker opzioni binarie, come sceglierli

Deposito minimo. Quanti soldi dovrò sborsare per iniziare? Alcuni broker permettono di iniziare con depositi molto bassi, come 100 euro, di questi ricordiamo TopOption e BD Swiss,. In genere non si superano mai i 300.

Deposito massimo. E’ un problema di pochi, e non potete fare altro che sperare che, un giorno, sarà anche vostro. Ad ogni modo, la media dei depositi massimi si aggira intorno 5.000-10.000 euro.

Investimenti minimi sulle operazioni. Qual è il minimo investimento che posso fare su un trade? Una risposta a cui ogni trader deve rispondere. I broker, solitamente, impongono investimenti minimi dai 10 ai 25 euro. Anche in questo caso, i broker con i trade più bassi sono TopOption e BD Swiss, ai quali si aggiungono OptionWeb e OptionBit.

Investimenti massimi sulle operazioni. Anche in questo caso, è un problema di pochi. I broker pongono limiti massimi estremamente variabili e alcuni non ne pongono affatto. Occorre valutare caso per caso.

Bonus. La questione qui è complicata. Il consiglio è quello di non farsi ammaliare dai messaggi pubblicitari. E’ vero che un broker può offrire anche migliaia di euro come bonus, ma è anche vero che, solitamente, non sono prelevabili se prima non ci si è operato su un bel numero di volte. Informatevi prima di accettare un broker per il solo bonus che offre.

Opzioni disponibili. Un punto saliente. In teoria le opzioni si riducono, generalmente, a Alto/basso, Tocca/ o no, intervallo, e sessanta secondi. Alcuni trader preferiscono avere molte alternative, altri preferiscono operare con una sola opzione. A questi ultimi è consigliato scegliere i broker specializzati solo nell’opzione preferita.

Scadenza. Alcuni broker propongono scadenze di un quarto d’ora, altri addirittura di un mese. Scegliete quale fa per voi in base all’orizzonte temporale che avete intenzione di adottare.

Assistenza. Questo è un criterio importantissimo. Con il broker non è possibile instaurare un contatto reale, sicché è necessario scegliere solo i broker che abbiano un’assistenza sempre disponibile e, soprattutto, disposta a seguire il trader.

24Option è il prototipo del broker perfetto?

Il trading binario non gode di una buona reputazione. L’immaginario collettivo lo ritrae come un luogo in cui la truffa è dietro l’angolo o, nella migliore delle ipotesi, uno strumento di trading molto simile al gioco d’azzardo e sul quale non si può fare affidamento.

Il motivo di questa percezione negativa va rintracciata nella presenza di alcuni broker disonesti che, da mele marce quali sono, riescono a compromettere il buon nome dei tanti intermediari onesti e a danneggiare così l’intera categoria.

Va detto, tuttavia, che è molto facile evitare i broker “cattivi”, anche perché le istituzioni hanno già reagito prontamente ai tanti casi di truffa. La direttiva MFID ha reso obbligatorio il possesso di regolare licenza presso (almeno) uno dei tanti enti regolatori riconosciuti a livello nazionale e internazionale.

24 Option: la questione delle licenze multiple

Basta una licenza per fare di un broker un broker onesto. Certo, due non fanno certo male. L’ideale infatti sarebbe possedere una licenza presso un ente nazionale e una licenza presso un’ente internazionale. In quest’ultima categoria, a spiccare è Cysec. E’ di Cipro ma è il punto di riferimento globale per le società di intermediazione finanziaria, soprattutto per ciò che riguarda il trading binario. Buona parte dei broker segue il modello della doppia licenza.

Tuttavia c’è chi ha fatto ancora meglio. 24option, per esempio. Il famoso broker di opzioni binarie possiede la licenza della Cysec e una licenza per ogni paesi in cui opera. Ne consegue che è regolarmente “iscritto” alla Consob, che è l’ente responsabile per l’Italia.

L’offerta di 24 Option

24option come modello di tutte le virtù del broker? Possiamo affermare di sì, ma non è solo una questione relativa alla regolamentazione. A rendere 24Option – con tutta probabilità – il miglior broker in circolazione è l’offerta e la politica di prezzi: un raro esempio di opportunità, capacità di assistere il cliente, equilibrio.

A disposizione dei clienti sono tutti i tipi i tipi di opzioni binarie, dalla classiche Alto/Basso alle Boundary alle 60 secondi. Non solo: una grande importanza è conferita alla formazione. Nel sito sono presenti numerosi webinar, modulati in base al grado di esperienza, molto facili da consultare.

I prezzi sono molto competitivi, soprattutto per quanto riguarda il deposito minimo. E’ tra i più bassi della categoria: appena 250 euro. Il bonus di benvenuto può raggiungere addirittura il 100% del deposito iniziale. Il rendimento, invece, può toccare percentuali vicine al 91%. Il trade minimo è molto basso, nello specifico di 24 euro. Quello massimo è invece di ben 100.000 euro.

Sterlina in apprezzamento a un mese dal referendum

Quando manca esattamente un mese al referendum UE del 23 giugno che decreterà l’uscita o meno della Gran Bretagna dall’Unione Europea, va in archivio una settimana (la scorsa) in cui la sterlina si è mossa in contro-tendenza apprezzandosi da 1,43 a 1,46 GBP/USD e da 0,78 a 0,76 EUR/GBP, sorretta da indicazioni di aumento dei “remain” in alcuni sondaggi. (altro…)

Opzioni Binarie: la regola del 5/15

Il money management è una disciplina fondamentale per tutti gli investitori, a prescindere del tipo di trading. Consente, infatti, una efficace gestione del capitale e pone le basi per la creazione del profitto. Ciò vale anche per le opzioni binarie, nonostante una parte dell’immaginario collettivo consideri il trading binario una versione solo leggermente più complessa del gioco d’azzardo. Una delle regole che, almeno all’inizio, rendono molto è quella del 5/15. Non è una data e nemmeno una frazione. Semplicemente, è una successione di due numeri “magici”, che in prospettiva management vanno presi seriamente in considerazione.

La regola del 5/15

In che cosa consiste la regola del 5/15? I due numeri indicano le percentuali di capitale che vanno impiegate in base alle diverse situazioni. La regola del 5/15 impone, infatti, che ogni singolo trade non debba coinvolgere più del 5% del capitale. Si tratta di una indicazione da seguire con accuratezza soprattutto quando si investe nelle opzioni binarie. Questo tipo di trading, a differenza di quanto accade altrove (Forex, borsa, mercato delle commodity etc.) prevede la perdita totale dell’investimento quando il trade non va a buon fine. E il 15%? Questa percentuale corrisponde alla parte di capitale che, in generale, può essere soggetta a investimento. Ciò vuol dire che una parte del capitale deve essere considerata intoccabile. Una parte che – anche in questo caso la matematica non è una opinione – corrisponde all’85%.

La regola del 5/15 consente una serena e oculata gestione del capitale. Il trader sa perfettamente, e con largo anticipo rispetto al trade stesso, quanto può perdere. L’elemento più destabilizzante – il capitale esposto – è inserito in un sistema di regole predefinito. Questo apporta un vantaggio che è innanzitutto concreto (ottimizza la gestione del capitale) sia psicologico: il trader non deve prendere decisioni quando rischia di non essere lucido, e ciò riduce lo stress generale.

Quando abbandonare la regola del 5/15

La regola del 5/15 viene considerata da alcuni trader troppo prudente e rigida. L’investitore che rispetta sempre e comunque questa regole perderebbe le occasioni migliori, quelle che richiedono una certa dose di coraggio e improvvisazione.

Una variante della 5/15, tuttavia, consente di ovviare a questo problema. Molto semplicemente, si riserva una parte di capitale non soggetta a questa regola, quindi da utilizzare per il più tipico dei “carpe diem”. Questa somma deve corrispondere al capitale guadagnato in un arco di tempo preciso. Se dopo tre mesi, per esempio, abbiamo guadagnato il 20% sul capitale iniziale, potremmo utilizzare quel 20% per tradare in “libertà”, quindi senza il vincolo della 5/15.

Tecniche di gestione dello stress: vademecum per le opzioni binarie

Tradare, o per meglio dire investire nel trading online, è un’attività difficile da svolgere, molto più di quanto possano suggerire i messaggi pubblicitari, per ovvie ragioni focalizzati sugli aspetti positivi. Uno degli elementi che va preso in considerazione, e che rischia seriamente di compromettere i guadagni, oltre che di causare problemi di vario genere, ha a che fare con l’approccio mentale. E’ inevitabile: per quanto preparato – tecnicamente e moralmente – possa essere il trader, questi si trova ad affrontare uno stress notevole. Che sia sostenibile o meno, è una questione che dipende dal trader e dalle tecniche che mette in campo.

La gestione dello stress: una necessità

Il motivo per cui lo stress insorge è semplice: si avverte la paura di sbagliare, una paura legittima dal momento che le probabilità di fallire le operazioni sono sempre molto alte. E quando di mezzo c’è il proprio capitale, magari ottenuto duramente mettendo da parte i proventi del lavoro, ecco che la paura si trasforma in terrore, capace di paralizzare e instaurare un pericolosissimo circolo vizioso.

Ma esiste un altro motivo per il quale lo stress caratterizza in modo così totalizzante l’esperienza di trading. Uno dei problemi principale ha a che fare con la razionalità. Nonostante ciò che si dice sull’investimento, sulle possibilità di applicare sistemi scientifici se non addirittura matematici, i mercato sono irrazionali. Non sempre, ma spessa, gli investimento sono dominati dalla sfiducia, dal pessimismo e dalla paura, per poi toccare vette di irrealistica euforia. Ecco che il trader, consapevole dell’impossibilità di prevedere l’andamento del mercato, che sfugge sovente alle regole del buon senso, vive attimi di paura e di stress.

Tecniche per tenere a bada lo stress

Una volta appurato che lo stress esiste, e comprese il perché della sua presenza nella vita dei trader, è necessario valutare alcune semplici tecniche di “contenimento”, in grado di ridurre il carico emotivo. Il segreto è prepararsi: l’imprevisto è il motore dello stress, ma se la quantità di imprevisti si riduce, allora è possibile riuscire a rimanere lucidi fino alla fine. Prepararsi vuol dire scegliere una strategia e utilizzarla, dare istruzioni a se stessi per ogni evenienza, rinunciare all’improvvisazione.

Certo, questo semplice consiglio non è applicabile in tutti i casi. Per chi pratica il trading veloce, è veramente difficile riuscire a contenere gli imprevisti. In quel caso l’improvvisazione e la capacità di decidere prontamente fanno la differenza.

Le Opzioni Binarie sono davvero semplici? La risposta definitiva

Il trading binario è spesso oggetto di feroce critiche. Il senso comune associa infatti le opzioni binarie al gioco d’azzardo, aizzato da una stampa – anche televisiva – che spesso si focalizza sugli aspetti negativi. Tra le tante accuse che vengono rivolte a questo pur bizzarro tipo di trading spicca quello della semplicità. Si tratta, a dire il vero, di un messaggio lanciato direttamente dagli addetti ai lavori, soprattutto dai broker. Buona parte dei contenuti pubblicitari sono incentrati sulla facilità con la quale è possibile tradare e persino guadagnare. E’ veramente così o si tratta semplicemente di un mito da sfatare?

Le opzioni binarie sono semplici

In effetti, esistono svariati motivi per cui le opzioni binarie possono essere tacciate di “semplicità”. Innanzitutto, il meccanismo. E’ proprio vero: il meccanismo che sta alla base delle opzioni binarie è semplice, quasi banale. E sì, è vero anche che assomiglia al gioco d’azzardo. Si punta una cifra su un determinato evento. Se si “vince” si ottiene una posta in palio, altrimenti di perde tutto (con le dovute eccezioni). Il meccanismo è quanto di più diverso ci possa essere dal trading comunemente detto. Non c’è il surplus, non si guadagna comprando basso e vendendo alto.

Un altro elemento che rende le opzioni binarie abbastanza semplici è la questione delle strategie. Nei trading che funzionano “a surplus” possono essere messi in campo gli approcci più svariati, ai quali tuttavia i trader binari devono rinunciare proprio perché manca il concetto stesso di surplus. Per esempio, niente stop loss e take profit.

Le opzioni binarie sono complesse

La ragione della semplicità delle opzioni binarie è anche la ragione della loro complessità. Se il meccanismo è semplice, e più che ricordare il surplus rievoca il gioco d’azzardo, allora emergono elementi di difficoltà nella gestione del denaro. Ecco che, dunque, il money management “binario” rappresenta un versione più complessa rispetto agli altri trading.

Non va dimenticato, inoltre, che se tradare è semplice sulla carta non lo è affatto in pratica, almeno per coloro che vogliono farlo in modo scientifico, tecnico, efficace. Che si investa in opzioni, valute, commodity e azioni, il mercato è sempre lo stesso. E’ necessario studiarlo, trarre le dovute conclusioni, comprendere con un certo anticipo i movimenti futuri. Per farlo, è necessario rivolgersi all’analisi tecnica e fondamentale, che non hanno nulla di semplice, anzi. Insomma, i metodi di analisi non sono diversi da quelli utilizzati nel forex, nella borsa etc.