Tutti i tipi di conto in OX Markets

OX Markets propone alla propria utenza una discreta gamma di conti di trading in grado di accontentare le diverse esigenze dei trader e, soprattutto, in grado di rivolgersi con maggiore soddisfazione alle differenti classi di investitori, dai neofiti a quelli più esperti. Vediamoli rapidamente, uno per uno, elencandone le opportunità concesse. (altro…)

Sterlina apre 2017 in lieve calo contro dollaro

Così come l’euro, anche la sterlina britannica ha avuto modo di aprire l’anno in modesto calo contro il dollaro statunitense, retrocedendo ad esempio nei suoi primi due giorni di quotazione da quota 1,23 a quota 1,22 GBP/USD. Contro euro invece la sterlina britannica, nello stesso frangente, si è marginalmente rafforzata passando da 0,85 a 0,84 EUR/GBP. Anche in questo caso si tratta tuttavia di movimenti poco rilevanti. (altro…)

Indicatore ADX: come si usa

L’indicatore ADX è uno dei più facili da utilizzare, nonché uno dei più affidabili. Coniuga a una certa accessibilità un grado di precisione piuttosto elevato. Il suo scopo è prevedere, con un dato grado di approssimazione, la formazione di un trend. Rappresenta, quindi, uno strumento di orientamento molto efficace. Formalmente è un oscillatore, e in quanto tale fornisce valori compresi all’interno di un range che, in questo caso (come in molti altri) ha i valori 0 e 100 come suoi estremi.

Composizione dell’ADX

Come la stragrande maggioranza degli indicatori, l’ADX è frutto di un calcolo piuttosto complicato il quale, per fortuna, viene effettuato dalle piattaforme. Il trade analizza l’ADX “bello e pronto” per lanciare segnali.

Ad ogni modo, sul piano visuale, l’indicatore ADX è formato da tre curve. La prima è nota con l’espressione +DI e indica la forza di un eventuale uptrend. La seconda è nota con l’espressione -DI e indica la forza del possibile downtrend. Infine, la terza viene ricavare dalle prime due.

Occorre innanzitutto fare una specificazione, come molto indicatori di questo tipo, e in particolare il MACD (che però non è un oscillatore) non dà informazioni esaustive sulla forza del trend. Ciò vuol dire che in condizioni di lateralità, l’indicatore non è molto efficace.

I segnali dell’ADX

La forza del trand, o per lo meno quel poco che l’indicatore è in grado di restituire, è rappresentato dalla terza curva. Se il valore è sopra il 40, allora vi è una situazione di super trend, quindi il trend è molto solido. Se il valore è sotto i 20, il trend e debole e soggetto a una più o meno brusca inversione di rotta.

L’indicatore ADX offre segnali di acquisto e di vendita. Il segnale di acquisto emerge se il valore dell’ADX è inferiore a 25 e, contestualmente, la curva +DI taglia dal basso verso l’alto la curva -DI. Il segnale di vendita emerge quando il Valore dell’ADX è superiore a 25 e la curva +DI taglio dall’alto verso il basso quella -DI.

L’indicatore ADX è particolarmente efficace per analizzare asset molto volatili, come le coppie di valute ad esempio, specie nelle vicinanza (prima e subito dopo) delle dichiarazioni di importanti personalità. Stesso discorso per il trading intraday, per il quale questo indicatore è molto adatto. Insomma, l’ADX è da prendere in considerazione, magari insieme ad altri indicatori da utilizzare a mo’ di verifica.

Analisi tecnica: le due modalità di utilizzo del MACD

L’analisi tecnica è una disciplina molto utile per i trader in quanto introduce un elemento di scientificità alle attività di trader. Certo, chi utilizza l’analisi tecnica, fosse anche molto esperto, non possiede la palla di vetro e quindi non può prevedere con precisione i prezzi. Può tuttavia farsi un’idea abbastanza precisa della direzione che prendere il mercato con un orizzonte di brevissimo e breve periodi. L’analisi tecnica si basa su modelli di comportamento dei prezzi, che in effetti tendono a replicare gli stessi movimenti. Si basa, nello specifico, sugli indicatori, ossia su strumenti che, analizzando il mercato, restituiscono segnali operativi. Tra gli indicatori più apprezzati figura il MACD.

Cos’è il MACD

MACD è l’acronimo di Moving Average Convergence Divergence. Come suggerisce il nome, si basa sull’analisi delle medie mobili, che in questo caso sono più di una. Quando lo si attiva all’interno della propria piattaforma di trading, sotto al grafico ne compare un’altro, attraverso da tre linee: la central line, una pura rappresentazione istogrammica del prezzo; la fast line o linea MACD, rappresentata la differenza tra una media mobili esponenziale a 12 periodi e una a 26; la Signal line, una linea mobile a 9 periodi.

Va specificato che il MACD è un indicatore direzionale, ossia serve a verificare l’esistenza di un trend e restituirne la direzione. Non dice nulla, però, sulla forza. Per questo motivo è bene utilizzare in concomitanza un indicatore che sia capace di farlo, che può essere l’RSI o le Bande di Bollinger.

Usi del MACD

Il MACD può essere letto in vari modi, ossia per restituire segnali operativi secondo due modalità. La prima prevede un analisi della eventuale divergenze tra le linee che compaiono nel secondo grafico. Nello specifico, se la direzione tra la Central line e la Signal line è differente, e si allontanano progressivamente l’una dall’altra, il trader deduce che il trend si sta indebolendo (a prescindere dalla sua direzione) e che è destinato a infrangersi. Insomma, è vicina una inversione di rotta.

Un altro uso coinvolge il concetto di interazione, nello specifico interazione tra la Central Line e la MACD. Quando la MACD incrocia dall’alto verso il basso la Central line, allora il segnale è ribassista. Se invece avviene il contrario, ossia l’incrocio avviene dal basso verso l’alto, allora il segnale è rialzista.

E’ bene, come già accennato in precedenza, verificare il tutto individuando eventuali condizioni di percomprato e ipervenduto, quindi utilizzare un secondo indicatore.

Indicatore MACD: una guida esustiva

L’analisi tecnica è una disciplina fondamentale per qualsiasi trader, quelli di opzioni binarie comprese. Consente, infatti, mediante l’utilizzo di modelli in genere molto affidabili, di comprendere le reali condizioni del mercato e predire con un certo grado di approssimazione i prezzi. Insomma, solo attraverso l’analisi tecnica è possibile tradare con consapevolezza, svincolandosi dalle dinamiche da “gioco d’azzardo” che, specie nel trading binario, possono prendere il sopravvento.

Tra gli indicatori dell’analisi tecnica più apprezzati spicca il MACD, che si distingue per una grande facilità di utilizzo e per l’affidabilità, soprattutto se impiegato in concomitanza con altri indicatori. Come si utilizza l’indicatore MACD? Quali sono i punti di forza? Quali sono i punti di debolezza?

MACD: l’uso avanzato delle medie mobili

La sigla è un acronimo e sta per “Moving Average Convergence Divergence”, ossia “convergenza divergenza di medie mobili”. Lo strumento rivela le sue caratteristiche già nel nome e infatti si basa sull’analisi delle interazioni delle medie mobili, le quali vengono ricavate a partire da differenti presupposti.

A cosa serve l’indicatore MACD? Essenzialmente, serve a individuare la presenza di un trend e, contestualmente, la sua direzione. E’ utile quindi quando il grafico restituisce, a occhio, una condizione di lateralità. Allo stesso tempo, è meno utile quando i prezzi sono laterali – non solo in apparenza ma anche nella realtà.

Utilizzando il MACD, si produce un grafico sotto quello principale. Questo secondo grafico viene percorso da tre linee.

Central line. Un istogramma che rappresenta il prezzo corrente.

MACD line. Detta anche “fast line”, è una media mobile esponenziale veloce, ricavata dalla differenza tra una media mobile a 12 periodi e una a 26 periodi.

Signal line. Media mobile esponenziale a 9 periodi.

MACD indicatore: pro e contro

In base all’interazione tra le varie linee che si formano con l’indicatore MACD, all’utente vengono restituiti alcuni segnali operativi. In realtà, il MACD contempla almeno due modalità d’uso, una delle quali sfrutta il concetto di interazione e l’altra il concetto di divergenza.

Uno dei difetti dell’indicatore MACD è l’incapacità di rilasciare informazioni circa la forza del trend in atto. Dichiara semplicemente la sua esistenza e la sua direzione. Per questo motivo è necessario affiancare il MACD con un altro indicatore, che magari sia più specifico dal punto di vista qualitativo. L’ideale sarebbe l’RSI o le Bande di Bollinger. Se eccettuiamo questo difetto, l’indicatore MACD può essere definito come l’alleato dal quale i trader, compresi quelli delle opzioni binarie, non possono prescindere.

I 3 migliori indicatori per l’analisi tecnica

L’analisi tecnica è una pratica fondamentale poiché consente di comprendere la reale situazione del mercato e di predire, con un grado di approssimazione minimo, i prezzi nell’immediato futuro (e non solo). L’analisi tecnica si fonda sull’utilizzo degli indicatori, che sono degli strumenti di misurazione capaci, se utilizzati in maniera corretta, di restituire segnali operativi molto affidabili. Esistono indicatori e indicatori, e alcuni sono più efficaci degli altri. I migliori tre, considerando anche criteri come la facilità di utilizzo, sono l’RSI, l’ADX e, in una prospettiva più generale, le medie mobili.

Indicatori analisi tecnica, la top 3

Rsi

Il nome è in realtà l’acronimo di Relative Strenght Index (“indicatore di forza relativa). E’ molto affidabile e vanta qualche pretesa di scientificità. L’RSI, infatti, si basa su complessi modelli statistici. Il suo calcolo si fonda sull’interazione tra sedute positive e sedute negative, alle quali vengono assegnati valori compresi tra lo 0 e il 100. Lo “zero” rappresenta la massima situazione di ipervenduto riscontrabile; il “cento” invece indica la massima condizione di ipercomprato. L’RSI dà segnali quando i valori sono compresi tra lo 0 e il 20 e quando sono compresi tra l’80 e il 100. Nel primo caso, il segnalo è di vendita, nel secondo è di acquisto.

Adx

Anche questo è un acronimo, per la precisione dell’espressione “Average Directional Index”. Il suo scopo è proprio quello: misurare la direzione di un trend e, in un certo senso, anche la sua forza. Si presenta con tre curve, la prima è l’ADX, ossia l’indicatore in senso stretto, mentre le curve +DM e -DM vengono considerate come medie mobili, quindi anche come livelli di supporti e resistenze dinamici.

Medie mobili

Le medie mobili sono gli indicatori, se così si possono chiamare, più utilizzati in assoluto. Di loro si apprezzano l’affidabilità e la facilità di utilizzo. La difficoltà può però aumentare a seconda degli usi che se ne fanno. Nelle forme più avanzate, si associano più medie mobili, alcune delle quali veloci mentre altre lente, le quali vengono utilizzate come se fossero dei livelli dinamici di supporto e resistenza.

Ovviamente, anche molti altri indicatori sono in grado di facilitare la vita dei trader e porre in essere ricche opportunità di guadagno. Il riferimento è in particolare alle Bande di Bollinger (che individua gli stati di ipercomprato, ipervenduto e molto altro) e il MACD (Moving Average Convergence Divergence, le cui modalità di utilizzo sono numerose).

Opzioni azioni area euro, Euro Stoxx verso chiusura anno positiva

Nel corso degli ultimi giorni è proseguita ancora l’impostazione al rialzo dell’indice Euro Stoxx che, pur con qualche ritracciamento – in buona parte di natura fisiologica, si avvia a chiudere l’anno con una performance positiva, che potrebbe essere anche superiore a quella attuale, pari a +0,6 per cento. Per quanto concerne le prestazioni di maggiore rilievo per quanto concerne i singoli listini, il migliore rimane il tedesco Dax (+6 per cento da inizio anno); il listino domestico ha invece visto un deciso recupero nelle ultime settimane, rimanendo però il peggiore da inizio anno (-11 per cento). (altro…)

Trading automatico: i pro e i contro

Il trading automatico è salito alla ribalta di recente, sostenuto da alcune promesse molto attraenti. In primo luogo, la possibilità di generare profitti senza sforzo. Tale promessa, di natura marcatamente pubblicitaria, pur non essendo in linea teorica ingannevole, rischia di causare qualche fraintendimento. La realtà è che il trading automatico, come qualsiasi cosa nella vita, può essere un’arma a doppio taglio. Offre dei vantaggi ma anche degli svantaggi. Se lo strumento viene utilizzato con consapevolezza, però, è indubbio che i primi superino di gran lunga i secondi.

I vantaggi del trading automatico

Il funzionamento del trading automatico è tutto sommato intuitivo. Il trader utilizza dei software chiamati robot, i quali gestiscono l’operatività al posto suo. L’utente programma i trade, ossia imposta le caratteristiche di quest’ultimo e definisce le condizioni alle quali l’ordine deve essere eseguito. Infine, aspetta. Tutto qua. A seconda della tipologia di trading, le impostazioni saranno differenti. Per esempio, i trader delle opzioni binarie devono impostare il tipo di opzioni da acquistare (Call, Put, Touch etc.), la cifra da investire, l’asset, la scadenza e altro ancora.

Il vantaggio principale è il risparmio in termini di tempo e di fatica. Come già accennato, è la macchina a fare il “lavoro sporco”. Il corollario di tutto ciò è che, proprio grazie ai robot, un trader può sfruttare tutte le opportunità che il mercato offre, ventiquattro ore su ventiquattro, senza che debba stare al pc per tutto questo tempo.

Un altro vantaggio riguarda la sfera emotiva. E’ proprio l’operatività quella fase in cui il trader rischia di essere sopraffatto dalle emozioni. Lo stress, la paura, l’euforia… Sono tutte emozioni che possono privare l’investitore della necessaria lucidità. Ma se l’operatività viene svolta da un software, il carico emotivo si riduce drasticamente.

Gli svantaggi del trading automatico

In realtà di svantaggi non ce ne sono tanti. Si segnala, però, una certa incapacità della macchina a correggersi in corsa. E’ ovvio: le capacità interpretative sono appannaggio esclusivo dell’essere umano. Ciò implica che il software non può essere abbandonato a se stesso e il controllo del trader nella fase operativa, per quanto labile, deve esserci.

Infine, si segnala una certa difficoltà nella programmazione delle impostazioni. Le interfacce della maggior parte dei robot, anche di quelli integrati nelle piattaforme, non è sempre intuitiva. IqOption ha risolto questo problema offrendo due software diversi, uno per i principianti e l’altro per i più esperti. Anche nel primo caso, nonostante la semplificazioni, è possibile praticare un ottimo trading automatico.

Opzioni Binarie: come usare la media mobile a 50 periodi

L’analisi tecnica è il pane quotidiano per qualsiasi trader, compresi ovviamente quelli che investono nelle opzioni binarie. Sebbene il meccanismo del trading binario possa apparire semplicistico, la fase preliminare a qualsiasi trade – appunto l’analisi tecnica – può essere anche molto complicata. Alcuni indicatori, però, sono tutto sommato semplici da utilizzare. Tra questi spicca la media mobile e in particolar modo la media mobile a 50 periodi.

Cos’è una media mobile

Per media mobile si intende la linea che rappresenta graficamente la media dei prezzi calcolata su un numero determinato di periodi. La media mobile che tratteremo in questo articolo si basa su periodi da un giorno ciascuno (quindi in totale 50 giorni).

Tale indicatori può offrire segnali chiari e affidabili se si avverano alcune condizioni. Per esempio, se la linea si incrocia con l’andamento del prezzo. Nel seguente caso, l’incrocio avviene per ben due volte.

Opzioni-binarie-media-mobile-50-periodi

Cosa segnala nello specifico la media mobile, soprattutto a seguito delle intersezioni con la linea di prezzo? Molto semplicemente, il segnale suggerisce una inversione. Va detto che nella maggior parte dei casi l’incrocio giunge leggermente in ritardo, ossia quando è evidente anche a occhio nudo che il prezzo potrebbe cambiare la sua direzione. In quest’ultimo caso la media mobile è comunque molto utile perché segnala una conferma delle ipotesi di inversione.

Il motivo di ciò risiede nel fatto che strutturalmente la media mobile si mantiene al di sotto del prezzo nei trend rialzisti e al di sopra del prezzo nei trend ribassisti.

Media mobile: i casi particolari

Il segnale di inversione è molto forte in due casi particolari. E’ forte in senso rialzista quando la media mobile incrocia la linea di prezzo in corrispondenza di una long candle. E’ forte in senso ribassista quando l’intersezione avviene in corrispondenza di una short candle.

In queste due fattispecie, essendo il segnale molto forte, sono consigliate opzioni binarie rispettivamente Call e Put, entrambi con scadenze a un’ora.

Le medie mobili funzionano in questo modo a prescindere dalla loro “lunghezza”. Quella che dà più affidabilità, però, è la media mobile a 50 periodi, da abbinare a un time frame H1, ossia orario (i prezzi vengono aggiornati e rilevati di ora in ora).

Per chi intendesse operare nel lungo termine, però, il consiglio è scegliere medie mobili più ampie e timeframe più estesi. Insomma, le medie mobili oltre a essere strumenti molto utili sono anche  piuttosto flessibili.

Opzioni binarie yen, analisi sull’indagine Tankan

Torniamo oggi ad occuparci di valute asiatiche e, in particolar modo, dello yen e dei suoi riflessi sugli investitori in opzioni binarie. L’opportunità ci è data dall’indagine Tankan del quarto trimestre, che è andata in archivio con una valutazione moderatamente positiva. L’indice per le grandi imprese manifatturiere sale infatti a +10 punti da +6 punti della rilevazione precedente, andando così a segnare il primo aumento da un anno e mezzo a questa parte, con aspettative a tre mesi più moderate, a 8 punti. Per le grandi imprese non manifatturiere, invece, l’indice coincidente è stabile a 18 punti, con le aspettative a 16 punti. (altro…)