Opzioni binarie, i migliori bonus di trading

Le migliori proposte di bonus per opzioni binarie

Quali sono i migliori bonus di trading per opzioni binarie?

La maggior parte dei broker più scelti dai trader, offre bonus interessanti, volti ad attirare l’attenzione di nuovi iscritti e clienti, ma i bonus per opzioni binarie non sono tutti uguali, vediamo di capire il perché.

A seconda della proposta offerta dal broker, cambiano anche i bonus per opzioni binarie. Questi ultimi, di solito, si strutturano in percentuale sul denaro depositato, tra il 50 % e il 100 %.

I bonus per opzioni binarie, sottostanno a regole variabili in base al broker che li mette a disposizione, che riguardano in particolare le modalità di riscatto e la tipologia di offerta messa a disposizione.

OptionTime: bonus di benvenuto

Tra i migliori bonus ai quali possiamo affidarci, troviamo la proposta di OptionTime. Il broker mette, infatti, a disposizione un bonus che può ammontare fino a 2500 euro per i nuovi clienti.

Il pacchetto di benvenuto, inoltre, comprende un e-book e delle lezioni-video molto interessanti, una interessante sessione di training 1-on-1-gratuita, un conto gratuito fino a un importo di 20 euro al massimo, e prelievi veloci.

Per accedere al bonus di OptionTime occorre semplicemente iscriversi gratuitamente al sito web del broker, presso il quale trovare il regolamento completo e tutte le informazioni di sorta.

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Promozioni per opzioni binarie di PowerOption

Passiamo ai bonus proposti dal broker PowerOption: vengono, infatti, riservate delle promozioni molto interessanti per chi apre un nuovo conto.

Dopo il deposito, si avrà infatti la possibilità di un accredito del 100% del primo deposito effettuato, sotto forma di bonus.

Per depositi da 100 a 299 euro, si potrà ottenere fino al 50% di bonus; per depositi da 300 a 499 euro si potrà ottenere un bonus del 75 %. Infine, per depositi da 500 euro in poi, si otterrà un bonus del 100 %.

Per ogni nuovo cliente, la promozione prevede un bonus massimo di 10.000 $: è da precisare che i bonus non sono cumulabili con altri provenienti da altre promozioni.

Si potrà accedere al proprio bonus accreditato, solo dopo aver verificato la propria identità. Il bonus può essere ottenuto solo dietro volume di scambio di 30 volte il totale del bonus: per un bonus di 500 $, per esempio, occorre un volume di scambio di 15.000 $ di volumi rilasciati.

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Promozioni e bonus di TopOption

Infine, troviamo il broker TopOption, uno dei broker più popolari nel mondo del trading: ha conquistato molti utenti in Italia grazie agli ottimi servizi messi a disposizione.

I bonus proposti da TopOption sono il bonus di benvenuto e il bonus riferito a chi porta un amico.

Per quanto riguarda il primo, troviamo tre differenti bonus offerti dal broker di opzioni binarie: il bonus per l’account starter, con un deposito minimo di 100 euro e un bonus fino a 25 euro; quello per account pro, con un deposito minimo di 1000 euro e un bonus fino a 250 euro.

Infine, per chi apre un account Vip, con un deposito minimo di 5000 euro, si potrà ricevere un bonus fino a 1250 euro.Per ottenere il bonus sarà necessario registrarsi e contattare l’assistenza clienti che depositerà il tutto. L’offerta porta un amico, invece, prevede un bonus da assegnare in base all’importo depositato dall’amico durante l’iscrizione.

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Come effettuare e annullare un prelievo con AnyOption

AnyOption propone alla propria clientela una ricca gamma di servizi dedicati che puntano a rendere ancora più semplice e coinvolgente il trading con le proprie strutture. Tra i servizi dedicati più ampi e easy c’è sicuramente la possibilità di poter procedere al deposito e al prelievo con immediatezza e facilità, usufruendo di tutti i principali strumenti di transazione. (altro…)

Video corsi di 24Option: ecco quali sono e come accedervi

Più volte sul nostro sito ci siamo soffermati sull’utilità necessaria della formazione per la crescita consapevole di un trader. E, da questo punto di vista, non possiamo che rammentare come l’area della formazione sia una delle principali e delle più utili all’interno del servizio di un operatore qualificato e professionale. In tal senso, 24option ha fortunatamente previsto per voi una lunga serie di video corsi con lezioni facilmente accessibili, e in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi trader, dai più esperti a quelli che si stanno avvicinando per la prima volta al mondo del trading online. (altro…)

Opzioni binarie: 5 consigli per investire negli indici

Gli indici rappresentano alcuni tra i sottostanti più apprezzati dai trader delle opzioni binarie. Tuttavia, non sono certamente i più semplici, dal momento che la loro lettura è resa difficile dalla loro natura composita. Gli indici, infatti, sintetizzano le prestazioni di un gran numero di azioni. A differenza del trading su queste ultime, non è sufficiente analizzare i fondamentali della società emittente. L’approccio all’anilisi, quindi, oltre a essere diverso è anche più complicato.

Indici e opzioni binarie

Anyoption, da sempre al fianco degli utenti, ha stilato 5 consigli per chi vuole investire negli indici ma non sa bene come fare. Ecco quali sono.

News finanziarie: guardare il dito, non la luna. Il proverbio recita diversamente, ma in questo caso non possono esserci dubbi. Quando viene pubblicata una news a carattere di market mover, non va considerata tanto la sua essenza, quanto il modo con cui gli investitori la percepiranno. Insomma, va guardato il dito e non la luna. Il segreto è comprendere in anticipo il modo in cui la notizia verrà scontata dal mercato. Con un po’ di esperienza, il lavoro di interpretazione diventa discretamente facile.

Valutare la grandezza dell’indici. Sempre in sede di analisi, occorre tenere a mente che la grandezza dell’indice influenza la reattività dell’indice stesso. Se infatti l’indice è piuttosto scarno, e rappresenta qualche decina di azione, la reazione ai market mover sarà molto marcata. Se invece l’indice è grande, e contiene magari centinaia di azioni, si deve mettere in conto una certa stabilità.

Prendere in considerazione l’ambiente che circonda l’indice. Gli indici non sono entità indipendenti e isolate. Rispondono infatti a dinamiche determinate dallo stato di salute dell’economia. Quale? Ovviamente, quella a cui le azioni fanno riferimento. Se l’economia si trova in uno stato di difficoltà, è probabile che anche l’indice tenderà a reagire in modo eccessivo, in un senso o nell’altro.

Indici, il fattore tempo

Guardare i dati storici. Questo consiglio riguarda il trading in generale, non solo quello basato sugli indici. Studiare gli indici offre una panoramica di come il sottostante reagirà a un certo stimolo. Il lavoro degli analisti si basa soprattutto sullo studio dei dati storici.

Considerare l’orario. Gli indici sono un prodotto del mercato azionario, che come tutti sanno è suscettibile all’orario. Il motivo? Ogni ora ha i suoi ritmi, e condizioni diversi di liquidità. Ci si aspetta in genere una liquidità maggiore, quindi una più intensa suscettibilità dei prezzi, quando le sessioni (in particolare quella USA e quelle europee) si intersecano.

Cosa sono le opzioni a lungo termine di OX Markets

Le opzioni binarie a lungo termine di OX Markets sono dei particolari strumenti finanziari che propongono alla propria cliente di poter effettuare trading all’interno di un intervallo temporale più ampio rispetto a quello tradizionalmente trattato dalle opzioni binarieclassiche”. Sarà dunque possibile aprire una posizione che varia da un giorno a un intero anno, permettendo così alla propria strategia di trading di potersi allineare in misura più conveniente, sulla base di osservazioni che andranno a integrare con crescente rilevanza l’analisi fondamentale, piuttosto che quella tecnica. (altro…)

Come si usa l’indicatore ATR

L’indicatore ATR è utilizzato dai trader che dedicano molto tempo allo scambio di asset volatili. La sua caratteristiche principale infatti è individuare le fasi di volatilità del mercato. Non viene quasi mai impiegato da solo, quanto piuttosto insieme agli indicatori ADX e RSI. Solo in questo caso, infatti, è capace di restituire segnali più o meno certi circa i livelli di entrata e di uscita.

l’ATR non è un indicatore recente: è stato inventato da J. Welles Wilder nel 1978.

L’ATR in pillole

Come già accennato, la finalità dell’ATR è informare sul grado di volatilità all’interno di una finestra temporale. Dal punto di vista grafico, viene tradotto con una linea che appare sotto le candele, in una quadrante distinto.

Calcolare l’ATR è proibitivo ma ciò non costituisce alcune problema in quanto le operazioni vengono effettuate direttamente dalla piattaforma. Il trader, però, deve stabilire l’orizzonte temporale. In genere, l’ATR viene settato a 14 periodi. Se i periodi fossero meno di 14, infatti, si genererebbero falsi segnali. Se fossero più di 14, se ne genererebbero troppo pochi.

La pratica dell’ATR

La linea dell’ART è rappresentata in un quadrante a parte, nella parte inferiore del grafico. La sua lettura è semplice e immediata. E’ possibile vedere a occhio nudo quando la volatilità aumenta, a differenza del grafico candlestick che porta spesso a sbagliare.

Detto questo, come si usa? Se si impiega da solo, il rischio è di incappare in clamorosi errori di valutazione. A livelli di volatilità alti, infatti, non corrispondono sempre e comunque le inversioni di trend. Per questo motivo, è bene affiancare l’ATR con altri indicatori che, in un modo o nell’altro, puntino proprio a generare segnali di inversione. Un buon alleato può essere l’RSI, o l’ADX, che informano sui livelli di ipercomprato e di ipervenduto.

In linea di massima, si può pensare a una inversione di trend quando l’ATR segnala una volatilità e il secondo indicatore (appunto, RSI o ADX) segnala una situazione estrema dal punto di vista dei volumi. Nello specifico, ipercomprato nel caso di inversione verso un downtrend, ipervenduto verso un downtrend.

Nessuno impone di utilizzare l’ATR insieme ad altri indicatori. Si potrebbe utilizzare anche da solo. L’informazione sui volumi, però, sono utile, se non necessaria, a rafforzare il segnale di entrata o di uscite. In un certo senso. D’altronde, nell’analisi tecnica non è raro l’utilizzo in contemporanea di due o tre indicatori.

Come funzione lo stop operativo di Plus500

Tra gli strumenti di gestione di rischio più utili per Plus500 c’è sicuramente lo stop operativo, una funzione che vi permetterà di proteggere automaticamente gli svantaggi di una posizione, bloccando in caso di vantaggio. Ma come funziona? (altro…)

Come effettuare pagamenti e prelievi con Binary.com

Binary.com è uno dei broker per opzioni binarie leader nel mondo. E, tra i suoi tanti vantaggi e tra le tante caratteristiche di apprezzamento, non possiamo non citare pur brevemente la disponibilità di una lunga serie di strumenti di pagamento e di versamento con i quali riuscirete certamente a effettuare una comoda e completa gestione dei vostri soldi sul conto di trading. Ma quali sono gli strumenti utilizzabili? E quali sono le caratteristiche legate all’utilizzo di ciascuno degli strumenti ipotizzati? (altro…)

Oro: come fare l’analisi fondamentale

L’oro è un sottostante molto utilizzato nel trading delle opzioni binarie. E’ un asset piuttosto leggibile, moderatamente liquido, sicuramente volatile. Caratteristiche, queste, che favoriscono le opportunità di guadagno. Analizzarlo non è semplice, spesso l’analisi tecnica non basta. In soccorso giunge l’analisi fondamentale, una risorsa di primo piano per prevedere, o almeno stimare con un basso margine di errore, il prezzo del metallo giallo.

Prezzo oro: i fattori che lo influenzano

Se l’analisi fondamentale è importante, allora i trader devono avere piena consapevolezza dei fattori esterni che influenzano il prezzo. La questione assumi caratteri particolari, suggestivi rispetto alla maggior parte degli asset: il metallo giallo, infatti, risente non solo degli eventi economici ma anche di quelli politici. Ecco una breve lista.

Panorama politico. Ebbene sì, il fattore che maggiormente influenza il prezzo oro è la politica. Quando un grande paese è in fibrillazione, o per rivolte e conflittualità sociale o per il tenore acceso delle campagne elettorale, il prezzo dell’oro sale. Perché? E’ semplice: essendo un bene rifugio, viene acquistato per mettersi al riparo dalle reazioni del mercato. Non è un caso che nelle ore appena successive alla vittoria di Trump il prezzo dell’oro sia schizzato alle stelle.

Panorama finanziario. Per lo stesso motivo, se la crisi bancaria imperversa a livello globale, e alcune grandi banche versano in estrema sofferenza, l’oro viene acquistato in maniera massiccia. Mai come in questi casi, viene fuori la sua natura di bene rifugio.

Politiche monetarie. Se i tassi di interesse salgono, investire conviene. E se investire conviene, gli operatori economici tendono a non “rifugiarsi”, quindi trascurano l’oro e il suo prezzo scende.

Dinamiche valutaria. Alcuni asset, e nello specifico alcune valute, rischiano di rubare all’oro lo scettro di “re dei beni rifugio”. Ciò accade per il dollaro e in misura minore l’euro, e nello specifico quando il loro valore sale.

L’oro nel 2017: tra alti e bassi

Fatte queste precisazioni, potrebbe essere utile spendere due parole su ciò che si prevede per l’oro in questo 2017. Le opinioni degli analisti sono discordanti. Da un lato pesa la conflittualità politica a livello globale, e l’ascesa delle destre, il ché farebbe pensare a un aumento del prezzo dell’oro. Dall’altro, pesa la politica monetaria americana, che sta alzando gli interessi e quindi i rendimenti.

Le ipotesi più ottimiste vedono l’oro toccare quota 1.300. Quelle più pessimiste prevedono un crollo fino a 1.000 euro.

Petrolio: i market mover e i fattori che lo influenzano

Il petrolio è uno dei sottostanti più apprezzati dai trader delle opzioni binarie. Incide, in tal senso, la sua leggibilità, la liquidità che contraddistingue il mercato e la volatilità che pone in essere buone opportunità di guadagno. Tuttavia, come per qualsiasi altro asset, è necessario mettere praticare un’analisi, ingrediente essenziale per produrre affidabili stime sul prezzo. Nello specifico, ad assumere una importanza notevole, è l’analisi fondamentale.

Prezzo petrolio: analisi fondamentale o tecnica?

L’analisi tecnica, ovviamente, non va trascurata nemmeno quando si intende investire sul petrolio. L’oro nero è un asset come gli altri, quindi il suo mercato è soggetto a dinamiche che lo rendono leggibile agli occhi di chi pratica una buona analisi tecnica.

Tuttavia, a differenza di altri asset, il petrolio impone un focus molto particolare sull’analisi fondamentale. Viene infatti influenzato come pochi altri da fattori esterni, da eventi che per giunta non sono esclusivamente economici. Di seguito, una lista di fattori e market mover che incidono sul prezzo petrolio.

Analisi petrolio: fattori e market mover

Scorte di greggio. Il dato relativo alle scorte americane viene diffuso ogni settimana. E’ un indicatore importante dell’offerta che il colosso statunitense è in grado di mettere in campo. Il petrolio, infatti, com’è logico che sia, è soggetto alla legge della domanda e dell’offerta. Se quest’ultima sale a un ritmo sostenuto, il prezzo, per esempio, scende.

Andamento del dollaro statunitense. Il petrolio viene quotato nella maggior parte dei casi in dollari. E’ quindi necessario monitorare il prezzo del biglietto verde rispetto alle altre valute e all’oro. In soccorso giunge un parametro universale, “l’indice del dollaro”, che dà un quadro complessivo della salute della moneta americana.

Eventi geopolitici. Nello specifico, eventi che coinvolgono i paesi produttori. Il riferimento è soprattutto al Medio Oriente. Se scoppiano tumulti, o peggio delle guerre, il commercio ne soffre, l’offerta si restringe e il prezzo sale. Un esempio di queste dinamiche è abbastanza recente: la guerra civile in Libia, nel 2011, aveva provocato un rapido aumento del prezzo del petrolio.

Salute dell’economia mondiale. E’ forse il dato più importante. Un’economia in salute produce una domanda soddisfacente, che mantiene in equilibrio o in lento rialzo il prezzo del petrolio. La crisi economica del 2008 ha contratto il PIL mondiale, ha ridotto la domanda e causato un crollo dei prezzi i cui strascichi si apprezzano ancora oggi. Strascichi lavati via dall’accordo OPEC, che prevede un taglio dell’offerta a livello mondiale.