Opzioni binarie: quando è bene ignorare i segnali

Il trading delle opzioni binarie offre elementi di complessità che si avvicinano molto a quelli tipici degli altri tipi di trading. A fronte di questa complessità, i trader, specialmente i neofiti, tendono a evitare di prendere decisioni importanti oppure si affidano alle decisioni altrui. In alcuni casi, come nel copytrading, questo avviene in modo abbastanza sicuro e privo di rischi, sebbene i rendimenti rischino di scendere al di sotto della soglia di guardia. Eppure lo strumento principale che consente di “affidarsi agli altri” è rappresentato dai segnali.

Cosa si intende per segnali

Un segnale è una indicazione di trading. Al trader vengono suggerite le “mosse”, ossia l’asset che funge da sottostante, la scadenza, la funzione e i valori a essa connesse. Vi è anche una seconda scadenza, al di là della quale il segnale non è più utilizzabile. Detta così, sembra proprio una invenzione utilissima. Al trader non rimane che seguire le indicazioni e il gioco è fatto. Ovviamente, come recita un detto molto diffuso negli ambienti della finanza, “nessun pasto è gratis”. In primo luogo perché i segnali si pagano, secondariamente perché nascondono alcune insidie e alcuni pericolosissimi effetti collaterali.

Quando i segnali sono pericolosi

La caratteristica più importante dei segnali, che è poi la prima che va verificata, è la fonte. Questa può essere interna al broker o è esterna. In entrambi i casi è sufficiente sapere chi, materialmente, ha prodotto il segnale. Se il segnale proviene da un altro trader, è bene che questo sia affermato ed esperto. Insomma, occorre accertarsi che fidarsi di lui sia sufficientemente sicuro. Se il segnale non proviene da un trader, ma da un algoritmo, allora la questione si fa più spinosa. Nella maggior parte dei casi i segnali “automatici” sono più che fallibili, praticamente deleteri. Questo perché mancano della capacità interpretativa del trader “umano”, e dunque vanno incontro spesso a errore.

Un modo per proteggersi dai rischi posti in essere dai segnali, sopratutto quelli provenienti da fonti non totalmente attendibili, è non dare mai per scontato la loro efficacia. In breve, confrontarli, almeno a un livello preliminare, con le istanze da noi prodotte. Se siamo sicuro di quanto noi stessi abbiamo ricavati, e il segnale in qualche modo da una conferma, allora è possibile ridurre il margine di errore al minimo e tradare con sicurezza utilizzando il segnale stesso. Ovviamente non è un processo semplice, dal momento che richiede velocità e la capacità di valutare i fenomeni da un punto di vista oggettivo.

Opzioni binarie: le strategie per i meno esperti

Il trading fino a poco tempo era considerato materia di esperti. Oggi, grazie alle moderne tecnologie e all’approccio formativo di alcuni broker, il trading ha aperto le porte anche alle persone comuni. Lo stesso vale per le opzioni binarie. A torto, vengono considerati come uno strumento semplice da maneggiare. Non è così: nonostante il meccanismo che sta alla base potrebbe far pensare a qualcosa di molto semplice, l’obiettivo intermedio è lo stesso degli altri tipi di trading: capire il mercato. La grande difficoltà, alla fine, sta proprio in questo. Ciò non vuol dire che i meno esperti debbano abbandonare il gioco. Oltre allo studio, che è sempre consigliato, è sufficiente che seguano alcune elementari direttive.

I consigli per i meno esperti

Il primo consiglio ha a che fare con il fattore emotivi. Il senso comune vuole il trading come un’attività dominata dai numeri e dalla statistica. E’ in parte così, ma il dominio è condiviso con la sfera emotiva, che – anzi – quando si fa trading rischia spesso di prendere il sopravvento. Il segreto è saper riconoscere le proprie emozioni e gestirle. Già solo essere consapevoli ne favorisce il controllo. Sono dannose la paura, anche se fa bene in piccole quantità, ma soprattutto i sentimenti che in genere vengono definiti positivi, come la voglia di rivalsa e la fiducia in sé stessi. Questi ultimi due assetti mentali portano all’imprudenza, che è il nemico di ogni trader.

Un altro consiglio riguarda la disciplina. Il senso comune ritrae il trading come il regno dell’intuizione. L’intuito da “wolf of Wall Street” regna sovrana. Ebbene, si tratta di una convinzione profondamente sbagliata. Più che la creatività, è necessaria la disciplina. Occorre ubbidire semplicemente a se stessi, alla propria strategia, alla propria pianificazione. In alcuni casi, proprio a causa del fattore emotivo, non è semplice rimanere disciplinati.

Infine, è bene non farsi ossessionare dal denaro. Se si affronta una perdita, ma questa era contemplata nella massime perdite possibili che avevamo stabilito in precedenza, è bene non farsi prendere dalla voglia di recuperare. Più che il capitale, contano i risultati o, per meglio dire, la strategia.

Le strategie

Per i meno esperti l’utilizzo di alcune strategie potrebbe risultare proibitivo. Per fortuna, uno dei pregi dell’analisi tecnica è rappresentato dalla varietà. Esistono strumenti che possono essere fruiti anche dai meno esperti e che richiedono una abilità di interpretazione non elevata.

Il riferimento va alle medie mobili e in generale a tutti quegli strumenti che consentono di individuare i punti di resistenza e si punti di supporto.

Perchè investire in opzioni binarie?

Che tu sia un trader alle prime armi o un trader di successo, una persona che non conosce nulla del mondo del trading online in opzioni binarie o che guarda a questo mondo con una certa diffidenza non conta, sicuramente, almeno una volta ti sarai posto questa domanda, a cui si può rispondere in 100 e 1 modi, ma tranquillo, in questo articolo abbiamo cercato di sintetizzarli.

Infatti, validi motivi per investire in opzioni binarie ve ne sono in abbondanza e sottolineo subito il principale: ora come ora non esistono modi più lucrativi, semplici e veloci per speculare sui mercati finanziari come si può fare con le opzioni binarie.

Chi è in cerca di un modo per guadagnare denaro in proprio, senza dipendere da orari di lavoro e mensilità fisse, non può non prendere il considerazione il campo finanziario per scegliere da se quando lavorare e quanto, ma soprattutto quanto guadagnare. Se è vero che una rendita fissa garantisce sicurezza è altrettanto vero che non porsi dei limiti nelle proprie ambizione sa regalare emozioni forti e quella fuoriuscita dalla routine che in tanti stanno cercando.

Coltiva il tuo interesse e comincia a guadagnare

Chiaramente ognuno è libero di scegliere in base alla propria soggettività, ma il bello è che spesso le due istanze sono coniugabili, questo vuol dire che avere un lavoro fisso non esclude a priori la possibilità di avere altre attività autonome, come coltivare il proprio interesse nel campo della finanza, vediamo come:

• Fattore tempo: il tempo non rappresenta un problema, sono sicuro infatti che chiunque sia in grado di ricavarsi uno spazio prediletto da dedicare all’attività di trading, anche poche ore al giorno sono sufficenti, puoi vederla come una attività part-time da affiancare al tuo lavoro fisso. Inoltre potrai svolgere l’attività di trading binario comodamente da casa, nei buchi vuoti della giornata.

• Fattore denaro: non credere mai che stai sprecando i tuoi soldi, tutto il contrario li stai investendo! Il tuo denaro è sprecato proprio nel momento in cui lo accumuli sotto il materasso e lo tieni li fermo, i soldi possono invece creare ulteriore ricchezza, ma solo se messi in movimento.

Fai attenzione, il mio consiglio non è quello di lasciare la tua posizione lavorativa stabile per intraprendere un’attività che per il momento neanche conosci bene, sarebbe una cosa folle. Il mio consiglio è quello di essere ambizioso, di ampliare le tue possibilità, questa scelta dipende solo da te da come sei fatto. Se ti accontenti del tuo solito lavoro dei libero di farlo, ma se vuoi puntare più in alto e raggiungere, con il tempo e l’impegno, una stabilità economica comoda ed invidiata da chi ti circonda, inizia a fare trading binario, il tempo ed i soldi per farlo non sono un problema, l’unico problema che si pone tra te ed iniziare a fare profitto, sei tu stesso, è la tua mentalità.

Clicca qui per conoscere tutto sulle opzioni binarie. Hai infatti la possibilità di accedere gratuitamente alla nostra scuola di trading ed imparare tutto ciò che ti serve per poter investire in modo performante.

Buon Trading!

Opzioni binarie: il destino dell’euro-dollaro

L’euro-dollaro, ossia il cambio tra la moneta unica europea e la valuta statunitense è uno dei sottostanti più utilizzati. Le monete infatti sono più facili da “leggere” e la letteratura in merito abbonda, dal momento che la coppia è ampiamente scambiata nei mercati e muove un giro di affari di oltre 3.000 miliardi di dollari al giorno. L’euro-dollaro è protagonista di questo 2015 per tutta una serie di motivi.

In primo luogo, gli squilibri finanziari e soprattutto politici che dappertutto nell’Eurozona, rischiano di compromettere la stabilità dell’intero continente. Secondariamente, le decisioni sul fronte della politica monetaria, che tanto in Europa quanto negli Stati Uniti stanno calamitando le attenzioni degli analisi, degli operatori e degli addetti ai lavori.

Euro-dollaro, il presente

E’ chiaro cosa è accaduto negli ultimi mesi. L’euro si è pesantemente indebolito. Si parla di un “taglio” del 20%. Non è stato un evento negativo, anzi. L’euro forte ha compromesso le esportazioni, di cui i paesi del Vecchio Continenti, alla luce di un crollo sempre più profondo della domanda interna, hanno un disperato bisogno. L’euro debole, poi, favorisce attraverso tutta una serie di meccanismi l’aumento dell’inflazione. Anche questo evento è fortemente atteso, visto che l’Europa è in deflazione (una catastrofe, se capita nel bel mezzo di una crisi).

L’euro si è indebolito per due motivi: il primo ha a che fare con la certezza che gli Usa aumenteranno i tassi (il nodo principale è quasi mai il “quando”), il secondo ha a che fare con Draghi, presidente della Bce, che ha programmato il Quantitative Easing, mossa espansiva con effetti svalutanti.

Euro-dollaro, il futuro

Grazie a Draghi e alla situazione americana, l’euro è passato da 1,40 circa a 1,10 (spesso anche qualcosa di meno). La famosa parità non è più una utopia. Cosa accadrà nel 2015? Dopo il crollo dei primi mesi dell’anno, il cambio si è quasi stabilizzato, ma non è destinato a rimanere così a lungo. I fattori che potrebbe portare alla parità sono l’annuncio dell’aumento dei tassi entro la fine dell’anno (e sarebbe una sorpresa) o la nascita di nuove emergenze in Europa. Di contro, i fattori che potrebbero portare a un rafforzamento della moneta unica sono l’annuncio della Fed di un rialzo dei tassi molto in ritardo sulla tabella di marcia (2016 inoltrato) e una rinnovata stabilità e speranze di crescita nell’eurozona.

Quali dei due scenari è più plausibili? Non è ancora dato saperlo, visto che la maggior parte dei nodi da sciogliere sono ancora sul tavolo.

Candlestick: è veramente il grafico migliore?

Anche le opzioni binarie, come gli altri tipi di trading, si reggono sull’apporto dell’analisi tecnica. Gli strumenti che fornisce, infatti, consentono di comprendere lo stato in cui versa il mercato e di prevederne le future mosse. Affinché l’analisi tecnica risulti veramente utile, però, è necessario affidarsi a delle buone chart. Da questo punto di vista, le migliori garanzie vengono dal grafico candlestick, o grafico a candele. O almeno è questo ciò che suggerisce un dato incontrovertibile: il grafico a candele è quello più utilizzato in assoluto.

Il grafico a candele

Non sempre la scelta più diffusa è quella più azzeccato, ma in questo caso è proprio così. Il grafico a candele offre qualcosa che gli altri grafici non potranno mai offrire: una quantità di informazioni enorme, per giunta anche facilmente fruibili. L’elenco delle informazione che una singola candele rilascia è lungo: valori di apertura della sessione, valori di chiusura della sessione, massimo, minimo, direzione del prezzo e così via. Tutte informazioni utili al trader e che sono in grado di facilitare il suo lavoro di analisi.

Le candele sono semplici da leggere. Innanzitutto va specificato che una candela corrisponde a una sessione. Questa può avere un timeframe variabile, ma in ogni caso a stabilirlo è, attraverso le modifiche delle impostazioni della chart, il trader stesso. Importante è anche il colore della clandestick. E’ rossa (o nera) nel caso in cui il prezzo fosse sceso. E’ verde (o bianca) nel caso in cui si prezzo fosse aumentato. Il corpo della candela indica invece lo “scatto del prezzo”, ossia la differenza tra i valori di apertura e i valori di chiusura. Più la differenza è grande, maggiore è il corpo della candela (quindi più lunga). Il vero tratto distintivo del grafico candlestick, almeno rispetto agli altri grafici, è rappresentato dalle shadow. Queste non sono altro che dei piccoli segmenti posti sui vertici orizzontali del corpo. Se il vertice è superiore, allora si parla di upper shadow, e indica il valore massimo raggiunto nella sessione. Se il vertice è inferiore, allora si parla di lower shadow e indica il valore minimo della sessione.

Il chartismo

Il grafico candlestick è importante perché da solo è materia da analisi tecnica. Esiste infatti una branca di quest’ultima che utilizza come unico strumento il grafico: l’analisi grafica o chartismo. Il nucleo dell’analisi si sviluppa nei pattern, ossia nelle configurazioni che le candele assumono, e che rientrano in alcuni modelli. In base alla comparsa dei patter, il trader ricava dei segnali precisi, come se stesse utilizzando gli indicatori.

Fare trading con la SMA e la MACD

L’analisi tecnica fornisce degli strumenti molto validi per fare trading con “cognizione di causa” e raziocinio. Permette, infatti, una comprensione dello stato in cui versa il mercato e pone in essere segnali circa quello che accadrà in futuro. Alcune risorse, poi, sono considerate molto valide per la loro versatilità, efficacia e soprattutto leggibilità. Insomma, possono essere utilizzate anche dai neofiti.

Un esempio è dato dalle medie mobili. Queste sono linee inserite nel grafico, in cui ciascuno dei punti ritrae la media che il prezzo a fatto registrare in un tot (stabilito arbitrariamente ma immutabile) di periodi precedenti. Rappresentano l’ingrediente fondamentale per due indicatori: la SMA e la MACD.

La SMA

SMA sta per Simple Mobile Average, ossia “media mobile semplice”. Questo indicatore prevede l’utilizzo di una media mobile, e nella lettura dell’interazione con i prezzi. Una lettura che è molto semplice. In buona sostanza, lo SMA disegna una serie di livelli di supporto e di resistenza mobili.

Quando il prezzo è al di sotto della linea, questa diventa un insieme di resistenze. Quando il prezzo è al di sopra di questa linea, la linea stessa diventa un insieme di supporti. A quel punto, una volta che il prezzo tocca la media mobile, si ricevano i segnali. Gli stessi segnali che vengono lanciato dal raggiungimento dei supporti e delle resistenze tradizionali.

La MACD

MACD sta per Mobile Average Convergence Divergence, ossia “convergenza e divergenza di medie mobili”. Si intuisce anche dal solo nome che è un indicatore più complicato. La complessità deriva dal fatto che i segnali procedono dall’interazione di due medie mobili. Una deve essere veloce e una deve essere lenta. Dunque, rispettivamente, di dodici periodi e di ventitré periodi (in verità i numeri sono arbitrari, ma convenzionalmente si utilizzano queste cifre).

A questo punto, occorre osservare come si comporta la media mobile lenta rispetto alla media mobile veloce. Soprattutto, occorre notare gli “incroci“. Quando l’incrocio avviene dal basso verso l’alto, allora il segnale è rialzista. Quando il segnale avviene dall’alto verso il basso, il segnale è ribassista.

Le medie mobili rappresentano uno strumento molto semplice da utilizzare e in grado di fornire alcune garanzie. Certo, i segnali che lancia non sono dettagliatissimi, ma rappresentano una ottima base di partenza per tradare. Insomma, sia la SMA che la MACD sono consigliati.

Fare trading con le opzioni binarie è come giocare d’azzardo?

Le opzioni binarie non godono di molta fama presso la gente comune. Certo, c’è un numero sempre crescente di persone che si avvicinando al mondo del trading binario, ma la maggioranza pensa ancora che sia una truffa. La colpa va rintracciata in molti fattori. Il primo è rappresentato dall’enorme mole di pubblicità che intasa le pagine web. Tutto questo advertising, che viene quindi percepito come invasivo, finisce per sortire l’effetto opposto a quello desiderato. Il secondo sta nella presenza di alcuni broker che sono realmente disonesti. Questa è una piaga, anche perché il pessimo comportamento di alcuni rischia di compromettere l’immagine dell’intera categoria (ma basterebbe adottare alcuni accorgimenti per evitare i tuffatori). Un terzo motivo risiede nel lavoro accusatore di alcune testate giornalistiche, che riproducono sì la realtà, ma a volte piuttosto parzialmente.

Opzioni d’azzardo

Eppure, sotto sotto c’è del vero. A un livello che nello stesso modo è superficiale e profondo. La verità è il trading delle opzioni binarie è regolato da un meccanismo che, purtroppo o per fortuna, ha parecchio in comune con le dinamiche del gioco d’azzardo. Nelle carte e nelle scommesse, il guadagno deriva dall’esser riusciti a indovinare l’esito di un evento. L’esito può essere positivo o negativo. Un fatto può accadere o non accadere. E’ un sistema binario, come quello che regola l’omonimo trading. Il trader “vince” solo se l’evento che ha “pronosticato” si verifica. Sicché se ha acquistato una opzione binaria ALTO, guadagna solo se il prezzo alla scadenza sarà aumentato.

Questo meccanismo ha portato a pensare persino molti investitori (alcuni di fama mondiale) che le opzioni binarie siano uno strumento del gioco d’azzardo. Anzi, è una idea abbastanza diffusa, visto che la Cysec le ha sdoganate da poco, precisamente dal 2012.

Le opzioni binarie: differenze con il gioco d’azzardo

Eppure c’è un particolare che è in grado di scagionare le opzioni binarie dall’infamante accusa di somiglianza con il gioco d’azzardo: la necessità di studiare. Il mondo delle scommesse e delle carte si basa sui calcoli probabilistici, quindi sulla statistica. Chi investe nelle opzioni binarie, invece, si appoggia a qualcosa di molto più solido: l’analisi tecnica, che ha praticamente velleità scientifiche. Si studia il mercato, si giunge alla ricezione dei segnali, e poi si trada. Da questo punto di vista il trading delle opzioni binarie è simile in tutto e per tutto ad alti tipi di trading riconosciuti come più canonici (azioni, valute, commodity etc).

Opzioni binarie one touch: quanto si può guadagnare?

Come saprai le opzioni binarie si dividono in varie tipologie e possono differenziarsi principalmente per le percentuali di rendimento, la scadenza ed il tipo di previsione da effettuare.

Ma in tanti si chiedono quale sia la tipologia di opzione binaria che può garantire le più alte percentuali di rendimento e quindi i più alti guadagni della categoria.

Le opzioni binarie One touch rappresentano sicuramente la testa di serie parlando di opzioni binarie, mentre le altre tipologie si attestano molto spesso tra il 70–90% di rendimento per le opzioni classiche call/put, il 200 ed il 250% di rendimento per le opzioni intervallo, le opzioni binarie One Touch possono arrivare a toccare la sbalorditiva cifra di un tasso di rendimento pari al 500% del capitale iniziale. (altro…)

Cosa sono le opzioni binarie one touch?

Le opzioni binarie one touch (tocca o non tocca in italiano) appartengono ad una categoria particolare di opzioni dette esotiche, queste hanno poco a che fare con le opzioni binarie tradizionali, sia perchè hanno un margine di rischio più alto, sia perchè sono forse le opzioni più lucrative nell’ambito delle opzioni binarie, ossia quelle dalle percentuali di rendimento più cospicue.

Ma come funzionano le opzioni binarie one touch? Stabilito un asset, sarà il broker a definire due soglie dette minimo/massimo al di sotto ed al di sopra del prezzo corrente di mercato. Il compito da svolgere per il trader sarà quello di prevedere se il prezzo andrà a superare anche una sola volta prima della scadenza una delle due soglie impostate dal broker; il trader acquisterà quindi una opzione put se prevede che il prezzo sorpasserà la soglia minima oppure una opzione call se prevede che sorpasserà la soglia massima.

Esempio pratico di trading con le one touch

Opzioni binarie one touch

Per permettere una visione più esaustiva andiamo ad analizzare insieme un esempio pratico di opzione touch. Prendiamo in considerazione la classica coppia di valute EUR/USD e supponiamo che il prezzo attuale sia ad 1,4000, il broker offre una opzione con scadenza a 5 giorni dando un valore di 1,4500 per la soglia al rialzo (call) ed un valore di 1,3500 per la soglia l ribasso (put). La tua opzione sarà considerata in the money se il prezzo tocca quella determinata soglia anche solo per un istante nell’arco dei 5 giorni previsti per la scadenza. Se questo accade incasserai subito i proventi della tua operazione, in caso contrario perderai una somma pari al capitale investito.

Le opzioni binarie one touch sono sicuramente una tipologia di opzioni difficilmente prevedibili, devi infatti sapere che i valori soglia sono impostati direttamente dal broker che non lo fa attraverso parametri casuali, ma in base alle sue analisi sull’andamento futuro del prezzo sul mercato; secondo il broker il prezzo quasi certamente non andrà a toccare le soglie prestabilite. Ma se i broker non cadessero mai in errore le opzioni touch non avrebbero ragione di esistere è per questo che starà a te trader, intraprendere una sorta di sfida per prevedere con più precisione quali saranno i movimenti del prezzo.

Non è detto che il valore indicato dal broker si riveli esatto spesso anche loro cadono in errore, ma soprattutto, a fronte di maggiori margini di rischio le opzioni touch offrono maggiori ritorni sul capitale investito di qualsiasi altro tipo di opzioni, stiamo parlando di un esorbitante 500%! In pratica se investi 100€ in caso di opzione chiusa in profitto guadagnerai 500€ in una sola volta. Questa mi sembra la motivazione determinante all’utilizzo delle opzioni touch, ma dammi retta, se non sei in possesso di buone capacità di analisi evita di investire con le opzioni touch, cerca piuttosto di fare esperienza di analisi e calcolo delle probabilità che un dato evento si verifichi tramite investimenti più semplici, per poi iniziare a guadagnare seriamente con questo tipo di opzioni, che richiedono una padronanza dell’analisi tecnica .

Opzioni binarie: l’importanza delle demo

Il trading delle opzioni binarie si basa su un meccanismo dopotutto abbastanza semplice. Non si vende e non si acquista una merce allo scopo di produrre un surplus. Bensì si investe su un evento e, se questo si verifica, si guadagna una cifra in base alla percentuale di rendimento stabilità dal broker. Detto così, è tutto molto semplice. La realtà è abbastanza diversa, anche perché le dinamiche di investimento possono anche essere semplici, ma le dinamiche dei prezzi rimangono complicate da comprendere e da prevedere, proprio come per il resto del trading.

L’unico modo per far fronte a questa complessità è prepararsi bene prima di “scendere in campo”. Al solito, è bene sviluppare sia la teoria che la pratica. Se per la teoria non ci sono problemi, vista l’abbondanza di letteratura sia online che offline, per la pratica è diversi. Molti broker offrono delle demo. Il loro utilizzo è auspicabile anche per gli aspiranti trader di opzioni binarie? La risposta è sì, anche perché i problemi dei neofiti tendono a replicarsi di trading in trading.

I benefici delle demo

I vantaggi che un trader inesperto trae utilizzando un account demo sono molto evidenti. Può fare pratica, toccando “con mano” le dinamiche che regolano i prezzi, i meccanismi di investimento, gli strumenti di analisi tecnica e via discorrendo. Il tutto senza rischiare di perdere alcunché. D’altronde l’alternative sarebbe quella di fare pratica sulla propria pelle, o per meglio dire sul proprio capitale. E’ noto infatti che gli account demo replicano il mercato reale, ma impongono l’utilizzo di denaro “finto”.

C’è un “ma”, anzi due. La prima riserva è data dall’impossibilità per gli account demo di sviluppare una competenza importantissima: la gestione dello stress. Il capitale è finto, dunque non c’è timore di perderlo. Insomma, non si entra in contatto con le emozioni negative, e quindi non si impara a controllarle.

Un’altra riserva ha a che fare con la parola “gratis”. Benché gli account demo vengano definiti gratuiti, in verità non lo sono affatto. O almeno è così nella maggior parte dei casi. Quasi tutti i broker impongono l’iscrizione a un conto reale, con tanto di primo deposito, e solo dopo consentono l’apertura di un account demo, per giunta per un periodo limitato. Dunque, chi si approccia per la prima volta al trading e vorrebbe semplicemente provare viene grandemente scoraggiato.