BDSwiss opzioni binarie, forex e CFD

I primi broker di opzioni binarie proponevano solo opzioni binarie, e a ricordar bene le uniche possibilità erano date dalle classic, ovvero dalle opzioni binarie alto/basso o call/put. In seguito vennero introdotte le variabili intervallo e tocca non tocca.

Vi fu una vera rivoluzione del trading in opzioni binarie perché il mercato stava crescendo, tutti capirono quanto interesse vi fosse dietro a questa nuova forma di speculazione finanziaria, differente dalle altre forme, e soprattutto dal forex.

Negli anni sono nati nuovi broker di opzioni binarie, alcuni completamente identici ad altri, che nulla offrivano di nuovo, se non maggiori rischi di fallimento e qundi di chiusura dei conti. Alcuni broker si sono però distinti dalla massa, sviluppando nuove forme di commercio, cioè di piattaforme per il trading, uno di questi è certamente BD Swiss, che ad oggi propone differenti piattaforme di trading.

BDSwiss consente di fare trading con differenti tipologie di opzioni binarie, ma anche con forex e CFD. Questa integrazione è davvero importante perché consente di sfruttare un solo broker per fare ciò che più piace, fare trading. BDSwiss è quindi in grado di offrire tanti prodotti con un solo conto. Vediamoli insieme:

Per quanto concerne le opzioni binarie è possibile operare attraverso le seguenti tipologie:

Opzioni binarie (classiche) – ance Alto/Basso o Call/Put

Si tratta della versione standard delle opzioni binarie, quella più conosciuta e che abbiamo accennato all’inizio. Le opzioni binarie classic hanno una scadenza minima di 15 minuti e come massimo fino al termine della giornata. I profitti solitamente non superano l’85%. Bisogna individuare se alla scadenza, il prezzo di un determinato asset sarà più basso o più alto del prezzo iniziale.

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Coppie

Con le opzioni binarie coppia non bisogna prevedere la tendenza del prezzo di un determinato asset, piuttosto risulta necessario comprendere quale, tra due sottostanti, avrà un migliore andamento prima della scadenza dell’opzione.

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Lungo termine

Le opzioni binarie lungo termine sono praticamente simili alle opzioni binarie classiche, ciò che le distingue è la durata delle scadenze. È infatti possibile investire in opzioni binarie lunghe con scadenze che vanno da qualche giorno fino ad alcuni mesi.

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60 secondi

Su BD Swiss sono indicati con 60 secondi, non solo le opzioni binarie che hanno una scadenza di soli 60 secondi, ma anche tutte le opzioni binarie che hanno una scadenza breve. Si tratta di opzioni binarie con scadenza a 60, 90, 120, 180 o 300 secondi, perfette per trarre profitto dai movimenti di mercato di breve termine.

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One touch

Le opzioni binarie one touch consentono di investire con un sistema innovativo e del tutto differente dalle opzioni binarie classiche. Basta porsi questa domanda: Il prezzo di un asset raggiungerà il livello target (si tratta di un prezzo stabilito dal broker)? Se pensi che questo possa accadere prima della scadenza basta investire su tocca, caso contrario su non tocca.

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Opzioni ladder

In questa variante vengono individuati 5 livelli soglia sui quali è possibile che il prezzo dell’asset sia superiore o inferiore. I tassi di profitto variano a seconda del livello e possono raggiungere pecentuali anche del 1500%.

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Per quanto riguarda il forex e i CFD, inutile dare una spiegazione esaustiva in questo solo articolo, sarebbe come voler mettere tutta l’acqua del mare dentro un bicchiere. Sono infatti stati scritti migliaia di libri su teorie, strategie e analisi tecnica.

Noi ci limitiamo a dire che su BDSwiss è possibile utilizzare la piattaforma Metatrader per fare trading. Queste sono le piattaforme disponibili:

MT4 per Web
MT4 per Windows
MT4 per Mac
MT4 per iOS
MT4 per Android

Qualsiasi sia il tuo apparecchio, hai la possibilità di utilizzare una piattaforma per il trading forex e con i CFD, non solo se possiedi Windows, ma anche un Mac, o addirittura senza scaricare nulla direttamente dal web acedendo al sito di BDSwiss.

Fed, rialzo tassi probabile in estate: ecco perché

La riunione di aprile del FOMC – salvo clamorose sorprese – dovrebbe concludersi con un nulla di fatto sul fronte del rialzo dei tassi di interesse di riferimento. Tuttavia, niente è precluso (anzi, secondo alcune osservazioni le probabilità starebbero crescendo) per un rialzo durante l’estate. Cerchiamo dunque di comprendere che cosa potrebbe accadere, e perché effettivamente il rialzo estivo sembra ora uno scenario abbastanza possibile. (altro…)

Sterlina, buona resistenza su dati lavoro misti

I dati sul mercato del lavoro britannico pubblicati qualche ora sono stati misti. Tuttavia, la sterlina non sembra averne risentito in modo significativo, mentre è stato più ampio il calo sulle vendite al dettaglio che hanno ampiamente deluso, registrando in marzo una pesante contrazione, coerente con un rallentamento dei consumi privati nel 1° trimestre e conseguentemente anche della crescita del Pil.

Tuttavia, negli ultimi giorni non tutti i dati sono stati negativi e di scoraggiamento per le quotazioni della valuta britannica. Ad esempio, e proprio a dimostrazione della buona resistenza esercitata dalla sterlina, si può ricordare come un sondaggio (Evening Standard/Ipsos) ha mostrato un aumento del margine dei vantaggio dei “remain in” (favorevoli a restare nell’UE) sui “leave” al 10 per cento dall’8 per cento del mese scorso: la percentuale dei “remain” è rimasta invariata a 49 per cento mentre quella dei “leave” è scesa da 41 per cento a 39 per cento.

Ancora più eclatante è stato l’esito del sondaggio di ComRes, reso noto dopo la pubblicazione del sondaggio di cui sopra: in tale secondo analisi, infatti, il margine di vantaggio dei “remain in” è aumentato dal 7 per cento all’11 per cento in poco più di una settimana. L’intervista precedente si era chiusa il 10 aprile, quella resa nota qualche ora fa è de il 19 aprile, un giorno dopo la pubblicazione dell’analisi del Tesoro sugli effetti di Brexit. Difficile tuttavia affermare che l’aumento dei “remain” sia imputabile alla “campagna” anti-Brexit del Tesoro. Se tuttavia anche i prossimi sondaggi dovessero andare nella stessa direzione il mercato potrebbe cominciare ad accogliere un’interpretazione di questo tipo.

Tornando al sondaggio, si tratta di un’evoluzione molto rilevante, visto e considerato che i “remain” sono saliti dal 45 per cento al 51 per cento (ovvero hanno raggiunto la maggioranza assoluta). Tuttavia, anche i “leave” però sono saliti, ma molto meno, da 38 per cento a 40 per cento, ma soprattutto si sono quasi dimezzati gli indecisi, scendendo da 17 per cento a 9 per cento. Entrambi i sondaggi, Evening Standard/Ipsos e ComRes, sono telefonici e questi in genere mostrano un margine di vantaggio notevole dei “remain” sui “leave” rispetto a quelli condotti online.

Continueremo a seguire l’evoluzione dei sondaggi anche nel corso dei prossimi giorni, sebbene la tendenza sembra sia tracciata…

Money Management: l’efficienza del capitale iniziale

Il Money Management è un’attività di fondamentale importanza, nel trading binario come nel forex, nel mercato delle commodity, nella borsa e così via. Consente, infatti, di tenere d’occhio il proprio capitale, di reagire alle perdite e di ottimizzare i guadagni.

E’ insomma un alleato fondamentale per tradare in modo consapevole, avendo dalla propria un senso di sicurezza che non è solo percepito ma anche reale. Si tratta di un’attività abbastanza complicata, che non richiede solo costanza e dedizione, oltre che senso della disciplina, ma anche il possesso di alcune conoscenze. Tra queste spicca la nozione di “efficienza del capitale iniziale”. Cos’è? E che ruolo gioca nel money management?

L’efficienza del capitale iniziale

Il capitale iniziale, come tra le altre cose suggerisce lo stesso nome, è il capitale con cui si inizia a tradare. E’, insomma, il primo deposito. Il concetto di efficienza è legato alla capacità di attutire le sconfitte, e quindi alla velocità con il quale, nella peggiore delle ipotesi, viene consumato. Per individuare il grado di efficienza del capitale iniziale è necessario decidere prima di tutto quanto si vorrà investire a ogni trade.

Esatto, va deciso prima. Questa decisione non va posticipato caso per caso, poiché rischia di essere determinata, più che da un calcolo razionale, dalle emozioni del momento. Ecco, dunque, che l’efficienza del capitale iniziale è determinata dal rapporto, espresso in termini percentuali, tra l’investimento per singolo trade (al numeratore) e il capitale di partenza (al denominatore). In genere, è bene mantenersi intorno al 2%. Questo vuol dire che, posti trade di 10 euro, un capitale iniziale efficiente sarà di 500 euro o superiore.

Due consigli da seguire

L’analisi dell’efficienza del capitale iniziale è propedeutica a qualsiasi altra azione di Money Management. Parallelamente, però, è necessario seguire altre regole. Queste numerose, ma le più importanti riguardano il trade massimo e il ROI.

Nello specifico, è bene decidere a priori quanto, nella migliore delle ipotesi, si è disposto a investire in totale all’intero di uno stesso spazio di tempo. Questo va relazionato in base al capitale soggiacente (non di partenza). In genere, si consiglia di non superare la soglia del 15%. Se per esempio, il nostro capitale ammonta a 1.000 euro, è bene non aprire posizioni per un investimento totale superiore a 150 euro.

E’ assai consigliato, infine, procedere con un’analisi periodi del ROI, ossia del Return of Investment, quindi dei risultati acquisiti. Vanno confrontati con i risultati attesi, se la differenza è superiore al 10%, allora è necessario cambiare la strategia.

Broker: i criteri per riconoscere i migliori

Il panorama dei broker è molto variegato. Esistono broker di tutti i tipi. La condizione necessaria per intraprendere una proficua esperienza da trader è saper evitare quelli disonesti. Condizione necessaria, certo, ma non sufficiente. Occorre saper riconoscere i migliori. La questione si complica, anche perché alcuni elementi fondamentali, in grado di distinguere il buono dall’ottimo, sono spesso nascosti. Di seguito, una carrellata dei criteri più utili che fanno di un buon broker un broker quasi perfetto.

Broker migliori: una questione di costi

L’ambiguo rapporto tra deposito minimo e trade minimo. Non basta che un broker sia poco costoso per essere un ottimo broker. Il deposito minimo e il trade minimo devono essere coerenti l’uno con l’altro. E’ evidente: non ha senso che il deposito minimo sia molto basso, se il trade minimo non lo è altrettanto. Il rapporto numerico, con il primo al numeratore e il secondo al denominatore, infatti, corrisponde al numero di sconfitte consecutive sostenibili.

Rendimenti e rimborsi. Questi devono essere alti, ma non troppo: sarebbe indice di poca serietà. I rendimenti eccessivamente alti, infatti, sono spesso spesso utilizzati dai broker disonesti per nascondere la polvere sotto il tappeto e rendere meno visibili i propri problemi strutturali.

L’offerta. Questa deve essere variegata, sia in termini di asset che di tipologie delle opzioni. I trader hanno infatti preferenze variegate, che vanno oltre i classici euro-dollaro e oro. Eppure sono ancora pochi i broker a offrire, per esempio, le opzioni binarie a 60 secondi, una tipologia che è sempre più apprezzata dai trader.

Broker più convenienti: la questione dei benefit

I segnali. Non sono pochi i broker che offrono i segnali. Trovarne di qualità, infatti, è veramente difficile. La maggior parte di questi, infatti, è generata dai software e non è un frutto di uno studio vero e proprio. Il consiglio è rivolgersi solo a quei broker che forniscono segnali “reali”.

La formazione. E’ forse l’elemento più lampante che consente di discernere un buon broker da un broker eccellente. Il trading si è aperto alla  massa e questa, a differenza degli investitori professionali, necessita di formazione. Ecco, quindi, che gli intermediari sono chiamati a offrire contenuti formativi. Questi devono essere modulari, quindi adatti progressivamente ai principianti e agli esperti e, soprattutto, gratuiti. Ovviamente devono essere creati da trader professionisti, che abbiano realmente qualcosa da insegnare. Se il tutto è corredato da una buona demo, ancora meglio.

Riconoscere i broker regolamentati: due metodi infallibili

La questione della regolamentazione è importante perché consente di operare una prima distinzione qualitativa tra i broker. Si può affermare che il possesso di una regolare licenza rappresenti al condizione necessaria (ma non sufficiente) affinché un broker sia meritevole di considerazione. Ovviamente, esistono anche broker non regolamentati di qualità, ma affidarsi a intermediari non ufficialmente riconosciuti è rischioso e potenzialmente foriero di molti pericoli. Si tratta, dunque, di un confine arbitrario ma allo stesso tempo di uno strumento utile per fare chiarezza in un panorama piuttosto complesso. Noi consigliamo sempre e solo broker autorizzati.

Broker regolamentati: come riconoscerli

Il primo metodo consiste nell’analizzare, almeno da un punto di vista superficiale, il sito del broker. E’ il biglietto da visita, la cartina di tornasole. E’ molto probabile, dunque, che contenga qualche riferimento, anche esplicito, alla licenza (ammesso che la possegga). In genere, il testo che enuncia il possesso della licenza e la descrive è presente nella pagina “Chi siamo” o “Contattaci”. Il testo dovrebbe contenere anche informazioni più accurate, come il numero della licenza e, ovviamente, l’ente che l’ha rilasciata.

Una volta che l’aspirante trader ha trovato il riferimento alla licenza, può procedere con la controprova. A questo punto l’analisi si sposta su un altro sito, quello dell’ente. Tutti gli enti che erogano licenze mettono a disposizione degli internauti la lista dei broker che operano con la loro autorizzazione. Se il broker in questione appare nella lista, allora sì, possiede una licenza.

E’ possibile operare una verifica dal sito dell’ente anche se non abbiamo alcuna prova che il broker possegga una licenza. Molti, sbagliando, non menzionano l’autorizzazione anche se ne sono in possesso. In questo caso è necessario affidarsi agli enti più famosi, dal momento che la probabilità di trovare il “nostro” broker proprio in quelle liste è più alta. Il nome più famoso è quello della Cysec, che pur essendo maltese è molto apprezzata a livello internazionale.

Va fatta però una precisazione. L’individuazione della licenza è solo uno dei passaggi che il trader deve compiere per scegliere il broker con cognizione di causa. Vanno presi in considerazione ben altri elementi per produrre una decisione ponderata: l’offerta, sia dal punto di vista economico che qualitativo; la qualità dell’assistenza; la politica sui depositi e sui prelievi. In ogni caso, lo studio è molto complesso e non si ferma di certo al discorso, comunque importante, sulle licenze.

Dollaro, al via nuova settimana dopo quella del rialzo

Il dollaro ha chiuso la scorsa settimana in ampio rialzo, recuperando il 70 per cento (circa) del calo che aveva sperimentato nel periodo post-FOMC, quando la Federal Reserve, con le sue dichiarazioni, aveva contribuito alla flessione del cambio valutario. Nel corso del prossimo trimestre è possibile che la valuta unica europea possa rafforzarsi ulteriormente, soprattutto se i dati convalideranno l’ipotesi di un rialzo dei tassi al FOMC di aprile o a quello di giugno. (altro…)

Dollaro risale, recuperato il calo della scorsa settimana

Il dollaro ha proseguito anche nella giornata di ieri la risalita di inizio settimana, andando così a recuperare integralmente il calo della seconda parte della scorsa settimana, ma rimanendo comunque ancora sotto i livelli pre-FOMC. Una rimonta che sembra essere favorita dal succedersi delle dichiarazioni di alcuni dei membri più accreditati e celebri della Federal Reserve, i quali hanno – pur con diversi toni – sostenuto come l’istituto monetario abbia introdotto una pausa nei rialzi dei tassi di interesse di riferimento più come un atto cautelativo che non come una reazione a un peggioramento del quadro economico, soprattutto di quello domestico. (altro…)

Come ricevere 25$ gratis per fare trading in opzioni binarie

Fare trading in opzioni binarie senza rischio, utilizzando capitali gratuiti oggi è possibile. Non stiamo parlando di aprire un account demo, molto utili ed indispensabili per i principianti che vogliono scoprire il mondo del trading online senza utilizzare il denaro reale, bensì di un bonus senza obbligo di deposito.

I bonus gratuiti senza deposito sono bonus che consistono nel ricevere un piccolo capitale gratis, ed in cambio il broker non richiede l’obbligo di deposito, ma solo ovviamente quello di registrare un conto di trading dove far confluire l’omaggio.

Uno dei pochi, e forse l’unico in questo settore, sembra essere BullBinary. Per ottenere il bonus di 25$ senza deposto vi basta registrare un account.

Procedure da seguire per ricevere il bonus

  1. Visitare la pagina della promozione bonus 25$ gratis seguendo questo link.

Registrare un account così come richiesto dal broker. Attenzione: E’ necessario, e ripeto necessario, utilizzare dati reali altrimenti il bonus gratuito non verrà erogato. Dopo la registrazione, e prima di accreditare il bonus, BullBinary procederà al controllo dei dati personali del registrato, inviando una comunicazione via mail o effettuando una telefonata.

Questo serve in primo luogo per scoraggiare semplici curiosi, e per evitare di finanziare account fasulli. Difatti, il bonus è prelevabile, dopo aver rispettando determinate condizioni, ma lo spegheremo in seguito. Per evetare abusi, come per qualsasi prelievo di denaro, verrà richiesto la fornitura di documenti di identità in corso di validità, di conseguenza, se volete approfittare del bonus, evitate di utilizzare mail fasulle o dati personali inventati, perché non riceverete alcun bonus e perderete solo del tempo.

    2. Ricevuta la mail di conferma, contattare o farsi contattare da un consulente spiegando di voler ricevere il bonus di 25$ gratis.

Il bonus può essere utilizzato per fare trading sulla piattaforma, e, una volta soddisatte tutte le condizioni, essere prelevato. Il prelievo massimo previsto è del 200% del bonus ricevuto, quindi, fino ad un massimo di 75$. Per prelevare il bonus è necessario raggiungere il volume di trading spiegato nella sezione termini e condizioni del sito.

Se avete dubbi, vi consiglio di chiedere al consulente tutte le condizioni a cui è soggetto il bonus, onde evitare di crearvi false aspettative. Da precisare che BullBinary è autorizzato e regolamentato dalla Cysec, e quindi le condizioni di utiizzo del bonus devono rispettare i canoni imposti dalla norativa Europea in termini di trading e intermediazione finanziaria.

Utilizzo della piattaforma e promozioni

BullBinary possiede il numero di licenza Cysec 210/13, e consente, nel pieno della regolamentazione, di fare trading con le opzioni binarie approfittando di fantastiche promozioni. Oltre al già accennato bonus, BullBinary offre la possibilità di aprire un conto con denaro reale di 100$ e di aprire posizioni anche di 1$. Un broker quidi aperto a tutte le tasche.

E’ possibile depositare in differenti valute quali: (EUR, USD, GBP, HUF, PLN, CZK), utilizzare la BullBinary Academy con video tutorial online, usufruire dei Webinar Live Binary gratuiti, del bonus di 50$ se porti un amico che apre un conto di almeno 250$, di Prelievi veloci e senza seccature, e, per chi fosse interessato, di un bonus sul proprio deposito, ovviamente anch’esso soggetto a condizioni di utilizzo e riscossione.

In basso, uno schema riassuntivo, tratto direttamente dal sito di BullBinary, spiega, in base all’importo depositato, quale sarà il bonus ricevuto, e per lo stesso, il volume di trading richiesto per sbloccarlo e poterlo riscuotere. Se non desiderate ricevere alcun bonus durante il primo o i successivi depositi, vi consiglio, prima di finanziare il conto, di specificarlo al consulente, inviando anche una mail al supporto (a scanso di equivoci), sebbene il bonus dovrebbe essere accreditato solo su richiesta e non in modo automatico.

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Opzioni binarie petrolio, meglio non farsi illusioni su stabili rialzi

La Fed ha mantenuto i tassi fermi, ha rivisto al ribasso qualche previsione di crescita, ha stimato due rialzi dei tassi di interesse di riferimento entro la fine dell’anno. Una situazione che ha determinato un piccolo balzo in avanti delle materie prime che, sostiene una buona parte degli esperti, non sarà tuttavia durevole. In altri termini, meglio non farsi illusioni sulla possibilità che le materie prime, e in esse principalmente il petrolio, cavalcheranno uno sviluppo costante delle proprie quotazioni. (altro…)