Opzioni binarie: Differenza tra broker regolamentati e non

broker regolamentati

I broker per opzioni binarie regolamenti: Il Cysec

Chi si affaccia per la prima volta al mondo del trading in opzioni binarie deve necessariamente scegliere un buon broker per svolgere la propria attività, ma fin da subito iniziano i primi dubbi: Quale piattaforma scelgo? Di quale broker posso fidarmi?

Entrambe le domande portano alla questione della regolamentazione.

Per investire sulle opzioni binarie è necessaria una piattaforma di accesso che consenta di aprire posizioni sui differenti assets. Le piattaforme di tipo web based (dove non è richiesto scaricare alcun software), vengono rese disponibili dai vari broker. Ogni broker utilizza una propria piattaforma, oppure una piattaforma sviluppata da una società specializzata che la fornisce in affitto o tramite un contratto di utilizzo.

Molte società fornitrici di software come Spotoption, hanno quindi avviato un grande business (al momento in cui scriviamo, sono più di 300 i siti che utilizzano spotoption come piattaforma): Forniscono la piattaforma di trading a chi ne facesse richiesta, ovviamente, secondo condizioni contrattuali. Per offrire opzioni binarie basta dunque costituire una società, affittare una piattaforma di trading come quella di Spotoption ed il gioco è fatto.

Peccato però che si dimentica una cosa: Le opzioni binarie, a dispetto di quello che si possa pensare, sono considerati degli strumenti finanziari dall’ Unione Europea, di conseguenza, gli unici autorizzati ad offrire tali strumenti sono le società finanziarie o di intermediazione finaniaria appositamente regolate secondo la normativa europea (MIFID).

Questo punto rende non legali quelle società che propongono opzioni binarie senza alcuna autorizzazione. Oggi è possibile trovare su internet centinaia, se non migliaia, di siti web che si spacciano come broker e propongono le opzioni binarie. Attenzione e di nuovo attenzione, il 99% di tali siti non è autorizzato a poter offrire alcunché!

Chi utilizza Spotoption non è illegale, ne utilizza il software fornito dalla società, ma per poter essere considerato broker deve ottenere una licenza europea (adesso lo vedremo). Tuttavia, la maggior parte delle società che richiedono il software non sono broker, quindi operano senza alcuna autorizzazione.

La licenza Europea e la regolamentazione

Come prevede la normativa europea, tutte le società che vogliono offrire nel loro portafoglio opzioni binarie devono possedere apposita licenza. Quindi hanno l’obbligo di chiedere la registrazione all’organo di vigilanza nazionale, che effettuati i controlli del caso, deciderà o meno se registrare la società oppure rifiutare.

Nella maggior parte dei casi, le società che propongono opzioni binarie sono registrate a Cipro, e quindi autorizzate dalla Cysec (Cyprus Securities and Exchange Commission), ovvero l’organismo di Cipro che si occupa di regolare e vigilare sulla sicurezza degli scambi nel paese. Una volta effettuata tale registrazione, il broker sarà ritenuto legale e quindi autorizzato ad offrire i propri servizi in tutta l’Unione Europea.

Tuttavia, ogni broker ha l’obbligo di fare richiesta di autorizzazione alle altre commissioni nazionali dei paesi dell’Unione, per esempio alla Consob in Italia, oppure alla FSA del Regno Unito.

Tutto questo procedimento rende la società finanziaria sicura, perché soggetta a rigide regole, a vigilanza, e a rigorose norme di controllo europeo. Queste sono le uniche società che hanno il diritto ed il titolo di potersi chiamare brokers. Tutti le altre società che utilizzano una piattaforma per opzioni binarie senza alcuna licenza, senza alcuna autorizzazione, senza alcun permesso degli organi di controllo e vigilanza, sono da considerarsi illegali, e quindi impossibilitate ad offrire alcuna garanzia all’investitore.

Questo è il motivo per cui nel nostro sito proponiamo esclusivamente broker con regolamentazione, quindi società autorizzate che possono garantire i loro clienti. Un broker con licenza ha specifici obblighi nei confronti dei propri clienti, in particolar modo ricordiamo:

  • Mantenere i conti della società separati da quelli dei clienti, per evitare il rischio di insolvenza
  • Sicurezza di prelievi e depositi secondi gli standard europei
  • Assicurazione sui depositi fino alla somma di 20 mila euro
  • Verifica del cliente per garantire la sicurezza del conto e prevenire fenomeni di riciclaggio
  • Per qualsiasi controversia il cliente può rivolgersi agli organi di controllo.
Vale Skaga

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