Come effettuare pagamenti e prelievi con Binary.com

Binary.com è uno dei broker per opzioni binarie leader nel mondo. E, tra i suoi tanti vantaggi e tra le tante caratteristiche di apprezzamento, non possiamo non citare pur brevemente la disponibilità di una lunga serie di strumenti di pagamento e di versamento con i quali riuscirete certamente a effettuare una comoda e completa gestione dei vostri soldi sul conto di trading. Ma quali sono gli strumenti utilizzabili? E quali sono le caratteristiche legate all’utilizzo di ciascuno degli strumenti ipotizzati? (altro…)

Oro: come fare l’analisi fondamentale

L’oro è un sottostante molto utilizzato nel trading delle opzioni binarie. E’ un asset piuttosto leggibile, moderatamente liquido, sicuramente volatile. Caratteristiche, queste, che favoriscono le opportunità di guadagno. Analizzarlo non è semplice, spesso l’analisi tecnica non basta. In soccorso giunge l’analisi fondamentale, una risorsa di primo piano per prevedere, o almeno stimare con un basso margine di errore, il prezzo del metallo giallo.

Prezzo oro: i fattori che lo influenzano

Se l’analisi fondamentale è importante, allora i trader devono avere piena consapevolezza dei fattori esterni che influenzano il prezzo. La questione assumi caratteri particolari, suggestivi rispetto alla maggior parte degli asset: il metallo giallo, infatti, risente non solo degli eventi economici ma anche di quelli politici. Ecco una breve lista.

Panorama politico. Ebbene sì, il fattore che maggiormente influenza il prezzo oro è la politica. Quando un grande paese è in fibrillazione, o per rivolte e conflittualità sociale o per il tenore acceso delle campagne elettorale, il prezzo dell’oro sale. Perché? E’ semplice: essendo un bene rifugio, viene acquistato per mettersi al riparo dalle reazioni del mercato. Non è un caso che nelle ore appena successive alla vittoria di Trump il prezzo dell’oro sia schizzato alle stelle.

Panorama finanziario. Per lo stesso motivo, se la crisi bancaria imperversa a livello globale, e alcune grandi banche versano in estrema sofferenza, l’oro viene acquistato in maniera massiccia. Mai come in questi casi, viene fuori la sua natura di bene rifugio.

Politiche monetarie. Se i tassi di interesse salgono, investire conviene. E se investire conviene, gli operatori economici tendono a non “rifugiarsi”, quindi trascurano l’oro e il suo prezzo scende.

Dinamiche valutaria. Alcuni asset, e nello specifico alcune valute, rischiano di rubare all’oro lo scettro di “re dei beni rifugio”. Ciò accade per il dollaro e in misura minore l’euro, e nello specifico quando il loro valore sale.

L’oro nel 2017: tra alti e bassi

Fatte queste precisazioni, potrebbe essere utile spendere due parole su ciò che si prevede per l’oro in questo 2017. Le opinioni degli analisti sono discordanti. Da un lato pesa la conflittualità politica a livello globale, e l’ascesa delle destre, il ché farebbe pensare a un aumento del prezzo dell’oro. Dall’altro, pesa la politica monetaria americana, che sta alzando gli interessi e quindi i rendimenti.

Le ipotesi più ottimiste vedono l’oro toccare quota 1.300. Quelle più pessimiste prevedono un crollo fino a 1.000 euro.

Petrolio: i market mover e i fattori che lo influenzano

Il petrolio è uno dei sottostanti più apprezzati dai trader delle opzioni binarie. Incide, in tal senso, la sua leggibilità, la liquidità che contraddistingue il mercato e la volatilità che pone in essere buone opportunità di guadagno. Tuttavia, come per qualsiasi altro asset, è necessario mettere praticare un’analisi, ingrediente essenziale per produrre affidabili stime sul prezzo. Nello specifico, ad assumere una importanza notevole, è l’analisi fondamentale.

Prezzo petrolio: analisi fondamentale o tecnica?

L’analisi tecnica, ovviamente, non va trascurata nemmeno quando si intende investire sul petrolio. L’oro nero è un asset come gli altri, quindi il suo mercato è soggetto a dinamiche che lo rendono leggibile agli occhi di chi pratica una buona analisi tecnica.

Tuttavia, a differenza di altri asset, il petrolio impone un focus molto particolare sull’analisi fondamentale. Viene infatti influenzato come pochi altri da fattori esterni, da eventi che per giunta non sono esclusivamente economici. Di seguito, una lista di fattori e market mover che incidono sul prezzo petrolio.

Analisi petrolio: fattori e market mover

Scorte di greggio. Il dato relativo alle scorte americane viene diffuso ogni settimana. E’ un indicatore importante dell’offerta che il colosso statunitense è in grado di mettere in campo. Il petrolio, infatti, com’è logico che sia, è soggetto alla legge della domanda e dell’offerta. Se quest’ultima sale a un ritmo sostenuto, il prezzo, per esempio, scende.

Andamento del dollaro statunitense. Il petrolio viene quotato nella maggior parte dei casi in dollari. E’ quindi necessario monitorare il prezzo del biglietto verde rispetto alle altre valute e all’oro. In soccorso giunge un parametro universale, “l’indice del dollaro”, che dà un quadro complessivo della salute della moneta americana.

Eventi geopolitici. Nello specifico, eventi che coinvolgono i paesi produttori. Il riferimento è soprattutto al Medio Oriente. Se scoppiano tumulti, o peggio delle guerre, il commercio ne soffre, l’offerta si restringe e il prezzo sale. Un esempio di queste dinamiche è abbastanza recente: la guerra civile in Libia, nel 2011, aveva provocato un rapido aumento del prezzo del petrolio.

Salute dell’economia mondiale. E’ forse il dato più importante. Un’economia in salute produce una domanda soddisfacente, che mantiene in equilibrio o in lento rialzo il prezzo del petrolio. La crisi economica del 2008 ha contratto il PIL mondiale, ha ridotto la domanda e causato un crollo dei prezzi i cui strascichi si apprezzano ancora oggi. Strascichi lavati via dall’accordo OPEC, che prevede un taglio dell’offerta a livello mondiale.

Il momentum: re degli indicatori

Il momentum è un indicatore molto semplice da utilizzare. Soprattutto, è utile. Misura, infatti, uno degli elementi che più di ogni incide sulle speranze di profitto dei trader: la volatilità. Questa, infatti, può sancire il definitivo successo per coloro che la sanno sfruttare, mentre può mandare in rovina i trader meno esperti. E’ compito di ogni trader, quindi, venirne a patti. Uno dei metodi è proprio l’adozione dell’indicatore momentum.

Che cos’è il momentum

Il momentum può essere definito come lo strumento in grado di misurare la variazione di prezzo. Certo, non è l’unico. E’ però il più efficace, nonché quello che circoscrive la variazione, quindi la volatilità, entro parametri oggettivi. Nello specifico, il momentum misura la differenza tra il prezzo corrente e il prezzo rilevato un numero “n” di periodi precedenti. Il valore di n, che poi indica l’orizzonte temporale assegnato al momentum, dipende dal grafico. Se è giornaliero, il prezzo viene rilevato nelle 24 ore precedenti.

La lettura del momento è semplice, quasi banale. Se la differenza tra i due prezzi è elevata, indipendente dal suo segno (differenza negativa o positiva), significa che l’asset è molto comprato o molto venduto.

Un consiglio è quello di non cadere in tentazione e non utilizzare “n” troppo bassi, in quanto nel breve periodo la volatilità è più accentuata e il momentum potrebbe fornire falsi segnali. Analogamente, se “n” è troppo alto, e l’orizzonte temporale è troppo esteso, la volatilità viene sottostimata e il momentum perde in efficacia.

Come utilizzare il momentum

Come può essere sfruttato efficacemente il momentum? Come si è intuito dalla spiegazione precedente, il momentum aiuta a individuare le situazioni di ipercomprato e di ipervenduto, ma la sua utilità non finisce qui.

Un metodo molto apprezzato dai trader consiste nell’equiparare il momento a un indicatore di trend follower, quindi considerarlo quasi come se fosse un MACD. In questa prospettiva, il trader può ricevere un segnale di acquisto se il momentum sale, se un segnale di vendita quando il momentum scende. Tale metodo, che è davvero semplice da mettere in pratica, ha però il difetto di generare allarmismi, quindi falsi segnali. Un modo per sopperire a questa lacuna sarebbe associare il momentum a una media mobile semplice che funga da conferma.

Come funziona l’analisi dei volumi

Per chi fa analisi tecnica, il primo oggetto di indagine deve essere il prezzo, che può essere studiato mediante numerosi strumenti, come gli indicatori e gli oscillatori. Il secondo elemento deve essere il volume. L’analisi dei volumi, infatti, restituisce info utilissime e può fornire, se si avverano specifiche condizioni, segnali affidabili di continuazione o inversione.

La definizione di volume

Il volume è il valore totale degli scambi che hanno coinvolto un determinato asset. Da un certo punto di vista, offre una panoramica dell’interesse che gli operatori nutrono per il bene in questione, indipendente dall’esistenza di un trend più o meno mercato e, ovviamente, dalla direzione dello stesso.

Il volume viene mostrato direttamente nel grafico. Se è a barre, viene raffigurato mediante una linea verticale posizionata sotto quella del prezzo. Nel grafico a candele, invece, lo si trova sotto il livello della chiusura.

Il volume reagisce in maniera quasi automatica, o perlomeno prevedibile, a determinati eventi. Ad esempi, quando il prezzo corre verso un suo massimo, il volume cresce. Se sta per toccare un suo minimo, il volume si contrae. Si apprezza quindi un rapporto di proporzionalità diretta che, se si rompe, restituisce segnali specifici.

Come praticare l’analisi dei volumi

Di seguito, alcuni casi particolari in cui l’analisi dei volumi può fornire un valido aiuto.

Dopo un periodo di stanca, i prezzi crescono ma i volumi si contraggono. Il trend positivo viene considerato provvisorio e torna presto in laterale.

I prezzi crescono ma i volumi scendono. Il segnale è d’inversione, piuttosto affidabile a dire il vero.

I volumi aumentano in concomitanza di altri segnali come la creazione di figure di inversione e la formazione di figure di inversione. Come facilmente intuibile, il segnale è di inversione e pure molto forte.

I prezzi rallentano ma si mantengono su un percorso di crescita, i volumi sono in diminuzione. Anche in questo caso si parla di inversione, sebbene niente affatto prossima.

I prezzi cominciano a correre a un ritmo elevato, lo stesso accade per i volumi. Il fenomeno è noto con e il nome di “selling climax” e segnala con una certa autorevolezza l’inversione.

Se i prezzi toccano un loro minimo e i volumi si decontraggono molto velocemente, si preannuncia un trend rialzista.

Dopo un trend negativo, i prezzi viaggiano in laterale ma i volumi sono in aumento. Si parla di fase di accumulazione, che consiste nell’acquisto in massa da parte dei grandi investitori, tale da contrastare le vendite. Significa che il trend ribassista sta terminando.

Guida alle opzioni Kiko di StockPair

Avete mai sentito parlare delle opzioni Kiko? Si tratta di una forma di investimento in opzioni binarie davvero molto utile e interessante, che Stockpair è in grado di fornire a tutta l’utenza italiana che è alla ricerca di una nuova forma di impiego maggiormente accattivante e coinvolgente, e comunque utile per poter rappresentare una forma alternativa di trading binario. Vediamo dunque in maggior dettaglio di cosa si tratta, e in che modo poter ottenere i migliori benefici da esse.

Cosa sono le opzioni Kiko

Le opzioni Kiko sono dei particolari strumenti di trading che non prevedono scadenza predeterminata, e con i quali il trader sarà chiamato a prevedere se il prezzo dell’asset raggiungerà prima il target di prezzo superiore o inferiore. Nell’ipotesi in cui il prezzo dovesse prima raggiungere il target scelto dal trader (knock-in) l’opzione scadrà in the money e genererà profitto, mentre se il prezzo dell’asset dovesse prima raggiungere il target di prezzo opposto, contrario a quello indicato dal trader, l’opzione scarà out of the money, senza fornire alcun pagamento all’utente.

In evidenza, pertanto, non vi sarà alcuna scadenza: la posizione rimarrà aperta fino a quando l’asset non toccherà una delle due barriere, quella indicata dal trader o l’altra.

Quali sono i vantaggi del trading con le opzioni Kiko

Numerosi sono i benefici che risultano essere facilmente acquisibili ricorrendo agli investimenti con le opzioni binarie Kiko. In particolare, non essendoci scadenza non ci sarà nemmeno una durata alla quale vincolarsi come periodo temporale. I rendimenti sono inoltre piuttosto elevati, fino all’80%, e l’intera struttura di prodotto risulta essere semplice e intuitiva. Il rischio è inoltre controllato (il rendimento è mostrato chiaramente in fase di apertura della posizione, senza determinare alcuna chiamata a margine). Non vi sono inoltre costi o commissioni nascoste (pertanto, ciò che si vede è esattamente quel che si riceverà nel caso in cui l’opzione dovesse fortunatamente chiudersi in the money).

Chiudiamo ricordando l’ampia varietà di asset proposti per il proprio trading: un lungo elenco di sottostanti tra i quali scegliere quello di proprio maggiore riferimento!

Come operare in cambi con Plus500

Plus500 è uno dei più noti sistemi internazionali di negoziazione, preferito da migliaia di trader italiani che – evidentemente – hanno visto in questo broker le caratteristiche perfette per le proprie esigenze di trading. Come intuibile, Plus500 è ltresì uno dei massimi leader europei per fare del buon trading sul Forex, forte di una piattaforma molto qualitativa, nessuna commissione, bassi spread tra i prezzi di acquisto e di vendita, strumenti di negoziazione avanzati gratuiti, basso margine, elevata leva finanziaria e… tanto altro ancora. Ma come poter effettuare operazioni in cambi con Plus500? E quali sono i cambi sui quali poter fare trading? (altro…)

Opzioni dollaro, per la Fed tutte le riunioni sono “buone” per un rialzo

Dopo che la prima riunione FOMC del nuovo anno si è conclusa con un prevedibile nulla di fatto, l’attenzione si sta spostando rapidamente sulle dichiarazioni dei componenti dell’istituto monetario e sulle loro intenzioni sul prossimo futuro. Tra i primi a parlare, in tal senso, è stato Harker, della Fed di Philadelphia Fed, secondo cui non bisognerebbe togliere alcuna riunione dal tavolo per quanto concerne il rialzo dei tassi, pur rammentando che questa scelta dipenderà da come si evolvono i dati e la politica fiscale. (altro…)

L’analisi tecnica è una scienza esatta?

L’analisi tecnica è una delle pratiche più diffuse tra i trader. Le sue promesse sono molto stimolanti. Riuscirebbe, secondo i sostenitori, a predire i prezzi e quindi ad aumentare esponenzialmente i guadagni. Sembrerebbe, quindi, che l’analisi tecnica sia una scienza esatta. E’ davvero così? E’ davvero affidabile come si pensa? La verità è meno scontata di quanto si possa pensare.

L’analisi tecnica non è una scienza esatta

In primo luogo, va sfatato questo mito: l’analisi tecnica non serve a predire i prezzi. Nessun ha la palla di vetro, non esiste la bacchetta magia. Chi pratica questa disciplina a livelli medio-elevati, pur continuando a praticarla, sa benissimo che non è questo il suo scopo. Come dice il suo stesso nome, serve a comprende il presente, non a vaticinare il futuro. E’ il trader, con le sue competenze e la sua intelligenza (e perché no, il suo intuito) a trarre le debite conclusioni. E’ quindi uno strumenti di orientamento.

Vanno sfatati altri miti inerenti all’analisi tecnica, che hanno contribuito a costruire una immagine parziale di questa disciplina. In primo luogo, i pilastri teorici su cui si fonda sono arbitrari. Per esempio, la storia si ripete? Non è detto…. Il mercato è fatto da essere umani e gli essere umani sono imprevedibili. Tutto viene scontato dal mercato? Non è detto, il 2016 ha dimostrato che l’analisi fondamentale è importante e che l’ambiente esterno può incidere profondamente sui prezzi.

Anche il meccanismo che sta dietro agli indicatori è tendenzialmente arbitrario. A esclusione, sia chiaro, di quelli che si basano sui concetti di ipervenduto e ipercomprato. In quel caso il dato è oggettivo e immediatamente utilizzabile a fini strategici e operativi.

Tra gli indicatori più arbitrari ma comunque molto diffusi spiccano le resistenze e i supporti. A dimostrarlo c’è un piccolo particolare: sono variabili, cambiano da analisi ad analisi. Una prova, questa, della loro soggettività. Uno degli indicatori più affidabili, in quanto oggettivo, è invece l’RSI.

Nonostante l’implicita fallacia dell’analisi tecnica non toglie nulla alla validità dello strumento. L’analisi tecnica rimane una disciplina da praticare, della quale non si può fare assolutamente a meno. E’ l’unica bussola in un contesto in cui l’incertezza la fa da padrona. In ogni caso, se la si pratica con accortezza, e senza assegnargli più responsabilità del dovuto, può essere davvero utile. Fermo restando che, a fare la differenza, sono l’esperienza, l’intuito e le capacità morali del singolo trader.

Opzioni binarie euro dollaro: cosa serve, cosa studiare

Il trading binario si contraddistingue per una certa varietà. A prescindere dal broker, è possibile investire su numerosi sottostanti. Alcuni, però, sono più apprezzati di altri. E’ il caso delle opzioni binarie euro dollaro, che sono in assoluto le più scambiate. Ciò non deve stupire.. D’altronde rappresentano le due aree economicamente più sviluppate del pianeta.

Tradare con le opzioni binarie euro dollaro è difficile? Certo, ma lo è di meno se si guarda nei “posti giusti”, ossia se si studiano e si analizzano gli elementi più adatti. In definitiva, è necessario essere consapevoli quali siano i market mover dell cambio Eur/Usd.

Il concetto di market mover

Il termine “market mover” indica un evento, ovviamente esterno al trading, in grado di influire sui prezzi. In genere i market mover sono periodici, ossia indicano eventi che si ripresentano con una certa regolarità. In alcuni casi, però, possono essere isolati, contingenti.

E’ un market mover, per esempio, la decisione di una banca centrale sui tassi di interesse. Intervenendo direttamente sui rendimenti, sul costo del denaro e sulla quantità di moneta circolante, influenzano in maniera decisa i rapporto valutari.

Il mondo è globalizzato, dunque potenzialmente tutto influenza tutto. E’ indubbio, però, che alcuni market mover siano specifici di una data valuta.

Market mover per l’euro dollaro

Come già accennato, il market mover più importante per l’euro dollaro sono le riunioni di Fed e Bce. Le decisioni di politica monetaria influenzano il cambio, in particolare quando vi è una certa divergenza (attuano politiche diverse). In genere, la valuta che subisce la politica più restrittiva subisce un rafforzamento.

Un altro market mover importante è rappresentato dalle dichiarazione di alti funzionari o figure decisive dal punto di vista politico. Per l’euro potrebbe essere, appunto, Mario Draghi, come anche il presidente della Bundesbank, il cancelliere tedesco etc. Per il dollaro potrebbe essere, per esempio, il presidente degli Stati Uniti. E’ importante studiare le dichiarazioni in quanto suggeriscono, esplicitamente o implicitamente, quelle mosse economico-politiche in grado di influenzare i prezzi.

Attenzione anche ai dati dell’economia reale. Sono questi, infatti, a determinare l’immagine “economica” di un paese, di suggerire agli investitori quale sia il suo reale stato di salute. In particolare, vanno tenuti d’occhio i dati sull’occupazione, sulla produzione, sul PIl e sulla inflazione. Sopratutto sull’inflazione. Il livello dei prezzi, infatti, influenza le politiche monetarie delle banche centrali. Studiando l’inflazione, quindi, si anticipano le mosse delle banche centrali e si può predire, certo con un elevato grado di approssimazione, il futuro del cambio.