Tutti i tipi di conto di trading di 24Option!

Tra i numerosi vantaggi che 24option è certamente in grado di assicurare alla propria clientela che, giorno dopo giorno, conferma la propria fiducia nei confronti di questo leader nel comparto delle opzioni binarie, c’è sicuramente la possibilità di potersi avvantaggiare di tante diverse forme di conti di trading, ognuna delle quali in grado di accontentare una diversa categoria di trader. Vediamoli uno per uno, in un livello di maggiore dettaglio! (altro…)

Commodity nel 2017: il punto della situazione, le previsioni

Le commodity, le cosiddette materie prime, sono molto scambiate (ovviamente in qualità di sottostante) dai trader delle opzioni binarie. Cosa ci aspetta il 2017? Le stime dei più grandi analisti sembrano convergere.

Commodity: ambigui segnali di acquisto

L’analisi fondamentale, almeno a un livello molto generale, suggerisce un aumento del prezzo delle materie prime industriali. Il motivo? Le prospettive poste in essere dalla presidenza Trump e le intenzioni della Cina. Gli Stati Uniti si preparano a  mettere in atto un enorme piano di opere pubbliche, il quale coinvolgerà soprattutto le infrastrutture. Le seconde sembrano aver rallentato il processo di trasformazione da economia esportatrice a economia di consumo, viste le performance deludenti degli ultimi mesi.

Questi due eventi, opere pubbliche americane e ritorno della vecchia, operosa, Cina causeranno un aumento della domanda di alcune materie prime. Il riferimento è al petrolio, al gas naturale, allo zinco, al carbone e al nickel. Gli analisti sono concordi nel prevedere entro la fine dell’anno un aumento del 9% per l’oro nero, dell’11% per il gas naturale, del 6% sul carbone. Rispetto alle stime precedenti, datate terzo trimestre 2016, la lo scenario è davvero cambiato.

Materie prima e la questione del metà ciclo

Commodity in aumento, dunque? Il dato appare più che mai certo, sebbene si segnali un piccolo “ma”. Il contesto, infatti, è di “metà ciclo”, che corrisponde a un periodo di bassa crescita economica all’interno di un ciclo complessivamente espansivo. La conseguenza, da quel che suggeriscono i dati storici, è il rendimento mediocre delle commodity. E’ vero, si assiste a una crescita, e in alcuni casi a un mercato in fase toro, ma tale trend è dato dalla legge della domanda e dell’offerta, piuttosto che dal tasso di espansione economica.

Ad ogni modo, è innegabile che l’aumento del prezzo delle materie prime, soprattutto di quelle industriali, sia una buona notizia. Esso infatti porta a una riduzione del rischio finanziario a livello globale, a un sollievo per le aziende del settore.

Va considerato anche un aspetto: la crescita delle materie prime favorisce le strette monetarie, sicché si dovrebbe assistere a un rafforzamento della politica monetaria “poco espansiva” della Fed. Insomma, i tassi di interesse, come per altro accennato, ci saranno. Anche perché, con l’ascesa delle commodity, vi è un ulteriore motivo per farlo. Da queste considerazioni è parzialmente escluso il petrolio, che sta vivendo una fase di assestamento nonostante l’accordo OPEC.

Forex euro, si attendono i dati sulla fiducia

Sono giorni di attesa da parte degli analisti fondamentali: in Europa infatti il calendario si fa infatti piuttosto fisso, con una serie di pubblicazioni di dati macro che andrà a ruotare intorno alla pubblicazione delle indagini di fiducia per il settore dei servizi. Dopo che il PMI manifatturiero è riuscito a salire al massimo dall’aprile 2011 durante il mese di gennaio, le stime finali per il dato sui servizi dovrebbero confermare il valore della stima flash a 53,6 punti per la zona euro. A sua volta, l’indice composito dovrebbe rimanere invariato da 54,3 punti, e dunque solo marginalmente al di sotto del massimo toccato in dicembre a 54,4 punti. (altro…)

Analisi tecnica: le leggi di Murphy

John Murphy è uno dei trader più conosciuti, padre fondatore (insieme ad altri, ovviamente) dell’analisi tecnica. Ha contribuito a definire e sviluppare una delle discipline più importanti per il trading. Dai suoi testi, che oggi vengono considerati dai trader alla stregua di una bibbia, si possono estrapolare alcune leggi, ossia orientamenti a cui gli investitori si devono attenere.

Le leggi del trend

Segui il trend. “Il trend è tuo amico”, recita un adagio diffuso nel mondo del trading. E’ proprio così, a meno che non si adottino strategie borderline o non si pratichi un approccio dedito allo scalping, è sempre bene seguire il trend, soprattutto se è di lungo periodo.

Trova i minimi e i massimi del trend. Murphy consiglia di disegnare nel grafico i livelli di supporto e di resistenza. In primo luogo, perché tali livelli offrono segnali mediamente molto affidabili. Secondariamente, perché una volta individuati consentono al trader di capire come il mercato tende a reagire quando si raggiungono i minimi e i massimi.

Misura i ritracciamenti. I ritracciamenti rappresentano un aspetto fondamentale per l’analisi tecnica. Un ritracciamento avviene quando un prezzo in trend ritorna sui suoi passi. Murphy consiglia di misurare i tracciamenti avvenuti in passato, in modo da predire quelli futuri. In genere, comunque, un trend mediamente forte ritraccia del 50% circa.

La questione delle svolte

Identificare le svolte. Il consiglio che in questo caso Murphy consegna ai posteri ha a che vedere con gli indicatori e gli oscillatori che, insieme alle medie mobili, segnalano le inversioni di trend. Identificare le svolte, quindi le inversioni di trend, è essenziale per non generare perdere e, anzi, sfruttare il cambio di direzione.

Conoscere i segnali di allerta. Nello specifico, Murphy consiglia di utilizzare l’indicatore MACD, che non a caso è uno degli indicatori più diffusi e apprezzati. Il suo pregio sta nella capacità di segnalare le inversioni di trend, soprattutto se abbinato all’RSI o allo Stocastico.

Conoscere i segnali di conferma. In questo caso, Murphy raccomanda l’indicatore ADX, che misura la forza del trend o la presenza di una fase laterale. Il famoso trader, infine, consiglia, una volta appurata la forza del trend, di alternare le medie mobili agli oscillatori. Le prime vanno impiegate se il trend è forte, i secondi se il trend è debole o laterale. In generale, è bene non ignorare i volumi, elementi in grado di suggerire la forza del trend e quindi, all’occorrenza, di confermarlo.

L’oro nel 2017: indicazioni per i trader delle opzioni binarie

L’oro negli ultimi tempi si è comportato in maniera ambigua. Dopo una prima parte del 2016 molto difficile, ha acquisito temporaneo vigore dopo la vittoria di Donald Trump, che come tutti ricorderanno ha inizialmente impaurito i mercati. Poi, è ricominciato a scendere, se possibile ancora più velocemente di prima. Come si muoverà l’oro nel 2017? A predirlo con una certa sicumera sono gli analisti della World Bank e di Societe Generale.

L’oro secondo World Bank

Ovviamente, l’oro è largamente influenzato dalle dinamiche del dollaro. A fine gennaio ha toccato i massimi di un mese a causa del rafforzamento della valuta statunitensi ma anche a causa dell’interesse suscitato dalle equity.

Ad ogni modo, World Bank crede che il prezzo dell’oro tenderà ancora a scendere per tutto il 2017, fino a toccare una media di 1.150 dollari l’oncia. Questa previsione è in netto contrasto con quella realizzata dalla stessa banca solo l’anno scorso, quando si parlava di un 2017 in grado di offrire un prezzo medio di 1.247 dollari l’oncia.

Secondo World Bank, quindi, l’oro verrà coinvolto in un brusco calo, nell’ordine del 7%. E non è nemmeno difficile capire il perché. Donald Trump ha in serbo un pesante piano per le infrastrutture, che faranno schizzare a livelli inconsueti gli investimenti, privilegiando così il dollaro. La valuta americana, quindi, almeno in riferimento all’anno in corso, vincerà la sfida del bene rifugio.

L’oro secondo Societe Generale

Le previsioni di World Bank fanno il paio con quelle di Societe Generale. Le prospettive, infatti, sono anche in questo caso piuttosto ribassiste. Il prezzo medio dell’oro, secondo l’istituto, si attesterà intorno ai 1.150 dollari l’oncia. Nel primo trimestre, il metallo giallo toccherà quota 1.175. Un calo importante, se si considera che attualmente il prezzo viaggia sui 1.275 dollari.

Anche Credit Suisse, istituto svizzero molto famoso per le sue previsioni azzeccate, punta sul trend negativo dell’oro. Nello specifico, secondo gli analisti elvetici, il metallo giallo potrebbe perdere nel giro di sei mesi circa l’8% del suo valore.

A influenzare in negativo l’oro sarà la stretta monetaria negli Stati Uniti. La Fed ha infatti in programma un aumento dei tassi graduali, che ha già parzialmente messo in atto. Da prendere in considerazione è anche la politica fiscale di Trump, che minaccia un aumento drastico della spesa pubblica, e quindi degli investimenti. Tradizionalmente, quando gli investimenti salgono, la valuta si apprezza. In questo casi, ai danni dell’oro.

Opzioni binarie e affaticamento emotivo: come correre ai ripari

Il trader, e specificatamente il trader delle opzioni binarie, è un lavoro? La risposta è no, è una opinione diffusa. Ciò porta gli aspiranti trader (gli esperti conoscono bene la verità), che l’attività di investimento non comporti fatica. In primo luogo fisica, tutt’al più intellettuale. In realtà, la fatica che un trader avverte con maggiore frequenza è quella emotiva.

Il cuore, inteso ovviamente non come organo ma come sede delle emozioni, viene messo a dura prova dall’attività di trading. E più questo è speculativo, maggiore è la fatica. Per questo motivo l’affaticamento emotivo è una condizione molto diffusa tra i trader delle opzioni binarie.

Cos’è l’affaticamento emotivo

In alcuni casi, lo stress rischiano di prendere il sopravvento. Tale pericolo coinvolge soprattutto coloro che praticano il trading veloce, quindi lavorano con opzioni binarie a breve scadenza. Il tempo circoscritto genera pressione, ansia e l’insorgere di emozioni principalmente negative. Le conseguenze possono essere devastanti, e per la salute dell’individuo e per il suo capitale. Lavorare sotto pressione, quindi senza la necessaria lucidità, spinge a compiere scelte improvvisate.

Combattere l’affaticamento emotivo

Cosa può fare un trader per difendersi dall’affaticamento emotivo? Ecco qualche consiglio.

Staccare la spina. Quando l’affaticamento ha superato i livelli di guardia, è bene smettere semplicemente di tradare. Prendersi una pausa, più o meno lunga. D’altronde è un consiglio che viene dato a coloro che, magari al lavoro, sono a rischio burn out. Il riposo, in questo caso come in tanti altri, è la migliore medicina.

Diminuire gli investimenti. Se l’affaticamento emotivo persiste, ma a livelli gestibili, e non si vogliono perdere le occasioni che il mercato offre, è bene evitare di investire grosse somme. Diminuire gli investimenti, quindi operare con un profilo più basso, potrebbe essere un’idea.

Convincersi di alcune verità. Chi soffre di affaticamento emotivo a livelli elevati spesso non ha acquisito alcune verità. Una su tutte: nel trading spesso si perde. Accettare la perdita è soprattutto un processo psicologico. Certo non semplice da compiere, ma obbligatorio.

Intensificare il money management. Se l’affaticamento emotivo è basso, ma comunque fastidioso, un rimedio potrebbe essere quello di aggiornare “al ribasso” il proprio piano di money management, almeno fino a quando questa condizione non sarà passata. In questo modo si limitano le perdite, che a causa della mancanza di lucidità potrebbero essere superiori al previsto.

Insomma, questi tre consigli, almeno nei casi non gravissimi, potrebbe mettere al riparo i trader dalle conseguenze dell’affaticamento emotivo.

Video lezioni di IqOption: come imparare a fare trading online!

Investire con le opzioni binarie è un’attività molto intuitiva e alla portata di qualsiasi “categoria” di trader. D’altronde, è oramai ben noto che le opzioni sono uno strumento semplice e comodo per il trading online.

Tuttavia, attenzione a non generare troppa confusione: il fatto che l’investimento in opzioni binarie sia semplice e alla portata di tutti, non significa naturalmente che sia privo di pericoli: il trading nelle opzioni binarie si distingue infatti per un elevato livello di rischio, e sarebbe dunque opportuno avvicinarsi ad esso con una migliore consapevolezza nei propri mezzi. (altro…)

E’ meglio lo scalping o il trend following?

Il trading si presta a numerosi approcci, offre il fianco all’adozione di molteplici strategie. Alcune si trovano agli antipodi l’una rispetto all’altra, da ogni punto di vista: tecniche, strumenti di analisi, filosofia. Un esempio di due strategie completamente differenti è dato dalla dicotomia trend following – scalping. In che cosa consistono? Qual è la migliore?

Trend following

Il trend following, come suggerisce il nome, si basa sul rispetto del trend. Non prende in considerazione l’idea di una inversione di rotta, non la cerca, non la auspica, a meno che i segnali in tal senso siano così forti da obbligare a prenderlo in considerazione. E’ una strategia, o per meglio dire un approccio, che fa sua una famosa massima dell’analisi tecnica: “il trend è tuo amico”. Tutto ciò che un trader “trend follower” chiede è seguire il trend, programmare le sue mosse con largo anticipo, mettere in pratica il suo piano e godersi i guadagni. L’orizzonte temporale è quindi molto ampio.

Il pregio di questa strategia sono le garanzie di sicurezza. Le inversioni di trend improvvise e repentine, annunciate da pochi segnali, rappresentano una rarità. Si evince che puntando al rispetto del trend, l’investitore riesce ad amministrare il suo capitale e speculare in relativa tranquillità. Il difetto risiede nella necessità di produrre molta analisi tecnica, dal momento che l’esercizio di questa strategia impone una pianificazione profonda e massiccia.

Lo scalping

Discorso diverso per lo scalping. Questa strategia consiste nell’aprire e chiudere posizioni in maniera frenetica, in modo da racimolare guadagni di piccola entità ma numerosi. Alla fine della giornata, un buon scalper è in grado di guadagnare più di un trend follower. Il prezzo è piuttosto caro. In primo luogo, per quanto riguarda lo stress. Mantenere ritmi elevati vuol dire resistere a pressioni emotive non indifferenti; il tempo per decidere si riduce, le possibilità di sbagliare si azzerano. L’orizzonte temporale è molto basso, quindi si punta all’inversione di trend piuttosto che sulle analisi di ampio raggio. In ogni caso, si predilige l’analisi fondamentale a quella tecnica.

Nel trading binario, trend following e scalping si declinano nell’acquisto di opzioni binarie con scadenze particolari. Il trend following impone l’acquisto di scadenze molto ampie, lo scalping invece impone l’acquisto di scadenze molto brevi, finanche di sessanta secondi.

Lo scalping, se fatto con le opzioni binarie, appare come la scelta migliore, per quanto molto difficile da portare a termine: è vero che i guadagni, essendo determinate da percentuali di rendimento sempre superiori al 50%, sono non solo numerosi ma anche ingenti… Ma è anche vero che lo stesso vale per le perdite.

Tutti i tipi di conto in OX Markets

OX Markets propone alla propria utenza una discreta gamma di conti di trading in grado di accontentare le diverse esigenze dei trader e, soprattutto, in grado di rivolgersi con maggiore soddisfazione alle differenti classi di investitori, dai neofiti a quelli più esperti. Vediamoli rapidamente, uno per uno, elencandone le opportunità concesse. (altro…)

Sterlina apre 2017 in lieve calo contro dollaro

Così come l’euro, anche la sterlina britannica ha avuto modo di aprire l’anno in modesto calo contro il dollaro statunitense, retrocedendo ad esempio nei suoi primi due giorni di quotazione da quota 1,23 a quota 1,22 GBP/USD. Contro euro invece la sterlina britannica, nello stesso frangente, si è marginalmente rafforzata passando da 0,85 a 0,84 EUR/GBP. Anche in questo caso si tratta tuttavia di movimenti poco rilevanti. (altro…)