Il trading binario può sostituire il lavoro?

Il trading binario può essere considerato un lavoro? E’ possibile vivere di solo trading? Sono domande da un milione di dollari, che nutrono speranze e spingono molte persone comuni a cimentarsi nell’investimento speculativo. Proprio la percezione che il trading binario, come il Forex del resto, possa imprimere una svolta alla vita del singolo individuo ha portato i detrattori ad accusarlo di truffa, di alimentare false speranze etc. Come al solito, la verità sta nel mezzo. Alcuni elementi ispirano una risposta positiva, altri una risposta negativa.

Differenze tra lavoro e trading

Esistono differenze abissali tra il trading, soprattutto binario, e una professione qualunque, tra le attività di trading e l’attività lavorativa. Investire nelle opzioni binarie, infatti, anche nel caso in cui si generassero utili di una certa entità, non consente una programmazione di tipo economico. Anche il più precario dei liberi professionisti sa quanto avrà racimolato alla fine del mese. Il trader non sa nemmeno quanto guadagnerà nei prossimi giorni.

Inoltre, a differenza di un qualsiasi mestiere o professione, il trading non ha orari e non ha nemmeno luoghi. Le attività non sono circoscritte all’interno di uno spazio o di un luogo. In definitiva, e questo non può essere che un pregio, i trader godono di un grado di libertà infinitamente maggiore rispetto a quello di qualsiasi lavoratore.

Trading uguale lavoro

Alcuni elementi però fanno protendere verso l’equazione trading uguale lavoro. In primo luogo, i guadagni. A dispetto di quanto suggeriscono i detrattori, con le opzioni binarie è possibile guadagnare cifre superiori a uno stipendio medio. Inoltre, proprio come qualsiasi altro lavoro, il trading impone un percorso di formazione, l’impiego di risorse intellettuali, morali e – a volte – persino fisiche.

Tradare, e soprattutto tradare con profitto, è difficile. E’ necessario creare per se stessi un bagaglio di competenze notevoli, imparare a utilizzare strumenti, maturare una certa sensibilità. Da questo punto di vista, la strada che porta a una carriera professionale soddisfacente è costellata degli stessi ostacoli che caratterizzano il percorso che il trader deve compiere per giungere ai suoi traguardi.

Rimane, come ampiamente accennato, la questione dell’incertezza. Il trading, soprattutto quello delle opzioni binarie, pone in essere dinamiche che fanno dell’imprevedibilità il proprio centro. E’ indubbio che per sopportare questo carico di incertezza siano necessarie doti morali di grande caratura, non ultimo la capacità di gestire lo stress (superiore a quello avvertibile in qualsiasi ufficio).

Opzioni Binarie Touch: le strategie migliori

Le opzioni binarie Touch rappresentano una tipologia sui generis, che innesca dinamiche particolari e che impone al trader un cambio di approccio. Il funzionamento è leggermente più complesso rispetto al classico CALL/PUT. Non si tratta di prevedere se il prezzo sarà aumentato o diminuito al termine di una scadenza, bensì di prevedere se l’asset toccherà o meno un dato prezzo entro la scadenza. Si evince fin da subito una esigenza di precisione che nelle altre opzioni binarie manca totalmente. L’approccio strategico da mettere in campo presuppone lo studio di specifici elementi, quindi un’attenzione più approfondita.

Opzioni Touch: la volatilità

Nelle opzioni binarie touch non è necessario che il prezzo giunga alla scadenza al di sopra del livello stabilito (in genere dal broker). Come si evince dal nome, è sufficiente che il livello venga raggiunto anche solo per un istante. Alcuni broker offrono svariati orizzonti temporali ma nella stragrande maggioranza dei casi la scadenza è di una settimana.

Molto spesso il prezzo da toccare appare lontano dal prezzo di partenza. Ciò non vuol dire che le opzioni binarie touch rappresentino un tranello o un modo per far vincere sempre il “banco”. Vi è infatti un elemento in grado di rendere possibile l’evento “tocca”: la volatilità. Un asset che si trova in una situazione di volatilità è potenzialmente imprevedibile e quindi potrebbe facilmente raggiungere la soglia scelta dal broker.

Chi intendesse sfruttare le opzioni binarie Touch, che offrono rendimenti mediamente molto elevati, anche a tre cifre, dovrebbe analizzare con precisione la volatilità media di un asset.

Opzioni binarie Touch: gli strumenti più adatti

Altri elementi da prendere in considerazione sono la presenza di dati marco della settimana di interesse, la presenza di una trend definito, l’entità di supporti e resistenze, l’assenza di fasi laterali.

E’ evidente, quindi, che le opzioni binarie Touch impongono un lavoro di analisi tecnica molto più profondo del solito. Il consiglio, quindi, è di utilizzare indicatori e oscillatori, in modo da ricevere segnali di “prima mano”.

L’analisi tecnica è una pratica importante in ogni caso, ma soprattutto quando è necessario ottenere informazioni precise e dettagliate, come nella fattispecie delle opzioni binarie touch. Padroneggiare l’analisi tecnica non è semplice anche se alcune piattaforme facilitano di gran lunga il lavoro. A tal proposito, è bene prendere in considerazione quelle che compensano l’effettiva difficoltà nell’utilizzo degli indicatori con una interfaccia accessibile.

Opzioni Binarie Builder: come funzionano

Il trading binario, nonostante il meccanismo che sta alla base appaia lineare e semplice, offre una certa varietà. Tale qualità è declinata in una offerta di tipologie che, pur variando da broker a broker, si mantiene genericamente su livelli alti. Una tipologia in passato rara ma che si sta diffondendo a macchia d’olio è rappresentata dalle opzioni binarie builder. Il loro funzionamento apre la strada a dinamiche particolari, che a loro volta concretizzando alcuni vantaggi per i trader, sia esperti che non esperti. Non è un caso, quindi, che le opzioni binarie bluider stiano diventando una delle tipologie più apprezzate.

Opzioni builder: come funzionano

Le opzioni binarie builder consentono un alto grado di personalizzazione. Il trader ha un margine di azione molto ampio, può decidere svariati elementi e, in poche parole, è pienamente padrone del suo investimento. Proprio come le opzioni binarie “normali”, il trader può scegliere l’asset, può scegliere la scadenza, può scegliere se puntare su un aumento del prezzo o sul suo decremento. In più, e proprio qui sta la novità, può scegliere il rapporto tra rendimento e rimborso. In genere, tale rapporto è “bloccato”, deciso a propri dal broker. Quando va bene, si parla di un rendimento al 75% e un rimborso al 15%.

Nel caso delle opzioni binarie builder, invece, il trader può decidere se alzare il rendimento piuttosto che il rimborso. Sia chiaro, i due elementi sono legati da un rapporto di proporzionalità inversa. Quindi, all’aumentare dell’uno si assiste al decremento dell’altro. Le alternative sono le seguenti.

Rendimento 70% / rimborso 10%
Rendimento 62% / rimborso 20%
Rendimento 55% / rimborso 30%
Rendimento 36% / rimborso 50%
Rendimento 28% /rimborso 60%
Rendimento 18% / rimborso 70%
Rendimento 10% / rimborso 80%

Opzioni binarie builder: i vantaggi

I vantaggi che le opzioni binarie builder pongono in essere sono intuitivi. Ai principianti tornano particolarmente utili poiché consentono di tradare liberamente, privi dalla paura di perdere la maggior parte del loro capitale. Insomma, concedono loro di sbagliare senza per questo andare incontro alla catastrofe. Agli esperti, o ai trader semplicemente navigati, consentono di utilizzare i segnali non propriamente sicuri, ma sulle quali comunque si intende puntare.

Le opzioni binarie builder, grazie alla possibilità di gonfiare i rimborsi fino all’80%, offrono inoltre la possibilità di mobilitare un grande capitale. A proteggere il trader dall’investimento, infatti, ci sarà proprio il rimborso. Insomma, come si evince, questa tipologia rappresenta una svolta, in quanto conferisce varietà e profondità al money management, concetto che nel trading binario – a causa di un meccanismo tutto sommato semplice – rischiava di passare in secondo piano.

Come funzionano i depositi e i prelievi su StockPair

Stockpair è uno dei broker preferiti dai trader italiani. E, tra i tanti motivi che inducono alla preferenza nei confronti di tale operatore, è presente altresì la possibilità di poter effettuare depositi e prelievi di denaro con straordinaria flessibilità e semplicità. A proposito: ma come funzionano i depositi e i prelievi su StockPair? (altro…)

24Option: guida ai segnali

I segnali di trading costituiscono uno strumento utile per i trader. Il loro humus privilegiato sono però le opzioni binarie. Certi broker lo hanno compreso fin dall’inizio. Tra questi figura 24option, una delle docietà più apprezzate nel contesto del trading binario. Nello specifico, i segnali che propone, in modo praticamente gratuito, si distinguono per chiarezza ed affidabilità.

Segnali di trading 24Option: come funzionano

I segnali di trading forniti da 24Option vantano delle proprietà particolari capaci di distinguersi dai competitor. In primo luogo, sono tanti. Ovvio, il ritmo al quale vengono lanciati è influenzato dal tipo di conto ma in ogni caso i segnali vengono ricalcolati di ora in ora.

Un altro elemento apprezzabile riguarda la valutazione delle probabilità. I clienti di 24option godono di una informazione fondamentale, che coinvolge il concetto di affidabilità del segnale. O, per meglio dire, le percentuali di riuscita. Ogni segnale viene associato un colore: le tonalità che virano al rosso indicano che il segnale è rischioso, il verde suggerisce un’alta affidabilità. Certo, 24Option, come nessun software o trader del resto, possiede la bacchetta magica. Si tratta, dunque, di probabilità e statistiche.

Va evidenziata, inoltre, l’esistenza di più tipi di segnali. L’elemento di diversità principale risiede nel limite temporale. 24Option fornisce segnali che coinvolgono opzioni con scadenza a un’ora, mezz’ora e un quarto d’ora. I segnali sia chiaro, possono essere utilizzati in ogni momento. Tuttavia, è veramente sconsigliato prenderli in considerazione se sono passati più di cinque minuti dalla loro ricezione. I segnali, infatti, perdono la loro efficacia quasi subito.

Segnali trading: i vantaggi

L’offerta di segnali attesta nuovamente la volontà di 24option di mettersi al servizio dei propri utenti, di proporre loro qualcosa di veramente utile. I segnali, in ogni caso, per quanto attendibili vanno utilizzati con prudenza. Trattarli come se fossero una verità rilevata è rischioso, vanno sempre presi con le pinze. Ovvio, l’informazione sulla attendibilità (che, ripetiamo, consiste nell’assegnazione di un colore) rende più agevole la valutazione del segnale stesso.

L’efficacia dello strumento, inoltre, è intrinsecamente legato alle caratteristiche broker. E’ pienamente legittimo affermare che un broker di alto livello offra segnali di alto livello, e viceversa. Da questa prospettiva, 24Option offre garanzie più o meno certe. La qualità di questo broker è testimoniata dal grado di soddisfazione che i suoi numerosissimi utenti hanno manifestato nel corso degli anni, e che riguarda ovviamente anche l’offerta dei segnali.

Deposito e bonus opzioni binarie: come valutarli

Nella scelta del broker, il trader prende in considerazione numerosi elementi. E’ giusto così, peccato che si finisca per dare una importanza eccessiva alla parte economica. Sia chiaro: è assolutamente necessario analizzare l’offerta in termini di deposito minimo, bonus, rendimenti, rimborsi etc. Ma è solo una parte, e nemmeno tanto grande, del problema. Un buon broker è tale se pone in essere opportunità di guadagno, se rende agevole e rapido il trading, non solo se consente di risparmiare denaro.

Per questo motivo, si può affermare senza tema di smentita che la questione del deposito minimo e del bonus di benvenuto è sopravvalutata. Se si considera un certo punto di vista, il deposito minimo ha una importanza certo non elevata, di gran lunga inferiore ad altre voci. Lo stesso vale per i bonus.

Ciò non toglie che, tutt’ora, questi due elementi giochino un ruolo decisivo nell’attrarre nuovi clienti. Le campagne pubblicitarie, persino quelle non invasive e politically correct, puntano molto sul deposito e sui bonus. Hanno infatti una capacità di attrazione indiscussa.

Deposito minimo e bonus di benvenuto: un chiarimento

Ha veramente senso preferire un broker rispetto a un altro per il deposito minimo? A ben vedere, fino a un certo punto. La verità è che se si parte da un capitale troppo basso, è necessario davvero troppo tempo per realizzare profitti considerevoli. Chi vuole fare trading seriamente deve sempre partire da cifre che, se non notevoli, siano perlomeno decenti. In questa ottica è assolutamente ininfluente iniziare depositando 50 euro piuttosto che 100, tuttavia potrebbe tornarvi utile iniziare con un broker che propone un deposito iniziale di soli 10€ e trade minimi di 1€ come IqOption.

Discorso simile per i bonus di benvenuto. 20 euro non cambiano la vita. Un altro paio di maniche è se il bonus è legato in termini percentuali al deposito iniziale. Anche in questo caso, però, vengono applicati spesso dei tetti piuttosto bassi.

Si dovrebbe volgere lo sguardo, piuttosto, sui trade minimi. Se sono veramente bassi, l’utente può adottare un approccio da “scalping” (trading veloce, con opzioni binarie a 60 secondi) con migliori garanzie di sicurezza.

Va considerato, inoltre, che depositi minimi troppo bassi potrebbero essere indicativi di un comportamento non trasparente da parte del broker. Il riferimento è alla “classica polvere sotto il tappeto”. Una politica economica così vantaggiosa è da alcune società reputata come il più efficace degli specchietti delle allodole.

Per questo motivo, il consiglio è prendere in considerazione la proposta dei broker nella loro interezza, senza farsi “abbagliare” da queste due voci, deposito e bonus, che da sole – proprio come le rondini – non fanno affatto primavera.

Opzioni binarie bond, come investire dopo l’elezione di Trump

Lo scenario post-elezione USA è radicalmente mutato rispetto a quello principale formulato prima della sorprendente vittoria del candidato repubblicano Donald Trump. Ma in che modo si stanno orientando, ora, le preferenze degli analisti e dei trader sul fronte obbligazionario governativo e corporate? (altro…)

Opzioni Binarie vs Mercato Azionario: le differenze di approccio

Le opzioni binarie sono in grande ascesa. Negli ultimi anni, infatti, i broker hanno aperto le porte dell’investimento speculativo alla gente comune, offrendo un servizio all’altezza delle loro aspirazioni, piattaforme dall’interfaccia semplice e accessibile.

L’investimento per eccellenza, almeno nell’immaginario collettivo, rimane comunque “la borsa”, quindi le azioni. Investire nel trading binario, tuttavia, non è proprio la stessa cosa che investire nel mercato azionario. Si segnalano differenze sostanziali, anche di metodologia e approccio.

Opzioni binarie vs Azioni: una questione di ritmo

La differenza che balza immediatamente all’occhio riguarda il ritmo. Il trading binario è in genere più veloce di quello azionario. Certo, entrambi i mercati si prestano a una grande varietà di orizzonti temporali ma è il meccanismo stesso delle opzioni a spingere il trader a un approccio più rapido. Le opzioni, infatti, non generano un profitto a partire dal surplus. Gli utenti guadagnano in base a una percentuale di rendimento che dipende dalla politica “economica” stabilita dal broker. Gli investitori dell’azionario, invece, guadagnano – o per meglio dire speculano – semplicemente comprando basso e vendendo alto. Tutto ciò, è evidente, premia un’atteggiamento che guarda al lungo periodo.

Sono escluse alcune eccezioni, durante le quali anche l’azionario offre molte opportunità per chi preferisce il brevissimo periodo. Il riferimento è agli shock improvvisi, agli eventi fortemente inattesi. Un esempio: durante le ore successive al sorpasso di Trump, l’oro è salito alle stelle, per poi normalizzarsi già nella giornata successiva.

Opzioni binarie e azioni: una diversa mentalità

La differenza concernente il meccanismo – surplus vs rendimento – esercita un impatto anche nella mentalità che i singoli trader adottano. E’ evidente: chi trada nelle opzioni binarie rischia di comportarsi come se stesse giocando d’azzardo, dal momento che il funzionamento, almeno all’apparenza, è simile.

Va detto, però, che è necessaria in entrambi i casi una grande perizia nella ricerca delle informazioni e nella loro analisi. D’altronde si tratta di prevedere il mercato mediante lo studio dei grafici e dei prezzi, e questo vale sia per le opzioni binarie che per la borsa.

Anche in questo caso, si notano alcune differenze. A meno che i trader binari non scelgano come sottostante proprio le azioni, non andranno certo a guardare i fondamentali economici delle aziende o degli enti, bensì faranno riferimento all’ambiente economico nel suo complesso. Chi investe in azioni, invece, deve studiare attentamente la situazione economica e patrimoniale delle società che emettono i titoli.

Come funziona il trading di opzioni binarie AnyOption con Dynamics

Anyoption è uno dei broker preferiti dai trader italiani, e i motivi per cui tale affermazione sembra essere ben condivisibile sono davvero numerosi. A cominciare, magari, dalla varietà di intuitive modalità di investimento con le opzioni binarie, che potreste scegliere di sperimentare volta per volta, trovando quella ideale per i vostri gusti di impiego e per le vostre finalità di trading.

Occupiamoci oggi di Dynamics, una tecnica interattiva per l’investimento in opzioni binarie, che potrebbe catturare ben più di qualche sporadica preferenza all’interno della nostra platea di lettori!

Che cosa è Dynamics

Dynamics è un nuovo prodotto interattivo realizzato da Anyoption, grazie alla quale si può operare con un livello di investimento dinamico o con un livello di opzioni che non corrisponde necessariamente al prezzo attuale di un asset, come invece avviene con le opzioni binarie “normali”. Il livello dell’opzione viene infatti definito a un livello inferiore o superiore al prezzo corrente, e la sua relazione rispetto al prezzo dell’opzione. Per questo motivo, il trader che si avvicina a Dynamics vedrà sempre rendimenti diversi per le opzioni alto / basso: maggiore sarà il rischio che il trader sarà disposto ad assumere, e maggiore sarà il profitto che potrebbe generare.

Consigli per il miglior investimento in Dynamics

AnyOption ha fornito alcuni investimenti utili per poter migliorare il trading con Dynamics. Tra i principali, ricordiamo come il broker rivolge al trader che desidera disporre di un maggiore controllo l’invito a scegliere un asset su cui vuole fare trading, e inserire l’importo da investire, solo dopo aver analizzato il momento più opportuno per acquistare (idealmente, quando si ritiene che il profitto potenziale possa essere massimizzato).

Ancora, il broker ricorda che nell’ipotesi in cui il livello corrente sia già sopra al livello dell’opzione, la percentuale di profitto potenziale sarà elevata per gli acquisto sotto, e bassa per gli acquisti sopra. Di contro, come intuibile, se il livello corrente è già sotto al livello dell’opzione, la percentuale di profitto potenziale sarà elevata per gli acquisti sorpa e bassa per gli acquisti sotto.

Infine, il broker ricorda come a differenza del trading con le opzioni binarie “tradizionale”, con Dynamics è possibile chiudere una o più posizioni aperte durante la durata dell’opzione, ottenendo così un profitto o minimizzando la perdita riscontrata.

Per poterne sapere di più vi consigliamo di consultare la pagina Anyoption.it/dynamics, dove è accessibile una prova del nuovo prodotto interattivo.

L’oro nell’era Trump: consigli per i trader

La presidenza di Trump sta portando parecchie incertezze dal punto di vista politico e da quello finanziario. Ciò è dovuto principalmente a due fattori: il programma del magnate, per ora, è piuttosto vago e sembra basarsi più su slogan che su propositi concreti; la minaccia di revisione dei trattati rischia di creare instabilità, sebbene – anche in questo caso – non sia chiaro il confine tra campagna elettorale e programma reale. E’ possibile tuttavia, anche a queste condizioni, fare un ragionamento su un asset in particolare: l’oro. Cosa accadrà all’oro durante la presidenza di Donald Trump? Le indicazioni per i trader, compresi quelli delle opzioni binarie, sono tutto sommato abbastanza chiare.

La politica economica di Trump

E’ sufficiente analizzare uno dei pochi propositi concreti che il neo-presidente ha dichiarato in campagna elettorale: ripristinare i dazi, in modo da ridurre le importazioni e migliore le esportazioni. Per raggiungere questo obiettivo, gli Stati Uniti dovranno necessariamente svalutare il dollaro, almeno un po’. Ciò sarà un problema soprattutto per l’Europa, e in particolare i paesi del Sud (quindi anche per l’Italia). Se il dollaro si indebolisce, almeno rispetto al cambio eur-usd, la moneta unisca si rafforza e ciò limita le esportazioni del vecchio continente, unica soluzione a una catastrofica crisi della domanda interna.

Trump e l’oro

Ad ogni modo, se il dollaro si svaluta, si accentua il rischio di una corsa al ribasso delle altre monete, in una prospettiva nella quale la guerra delle valute diventa una ipotesi sempre meno probabile. In un contesto simile, gli investitori sono costretti a rivolgersi ai classici beni rifugi, quini l’oro. Si può affermare, dunque, che durante la presidenza di Donald Trum l’oro si rafforzerà. D’altronde abbiamo assistito a un fenomeno del tutto analogo nella fase di panico che ha interessato i mercati nel giorno d’elezione. Nelle due ore successive al sorpasso, i mercati sono entrati in una fase emotiva, in cui a fare la parte del leone è stato proprio l’oro. Certo, poi i movimenti si sono normalizzati e il metallo giallo ha chiuso “solo” al +2%, ma è indicativo dei processi che potranno innescarsi a un livello più strutturale.

Il consiglio per i trader delle opzioni binarie che utilizzano l’oro come sottostante è proprio questo: puntare sull’oro. Ovviamente, l’entità e i tempi di questo rafforzamento non sono, per ora, predicibili. Alcuni analisi, tuttavia, suggeriscono che il metallo giallo si attesterà stabilmente almeno sopra i 1.400 dollari l’oncia. Attualmente, l’oro viene scambiato 1.278, dunque c’è ancora molta strada fare.